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Pensione anticipata: come evitare i tre mesi senza reddito

Pensione anticipata: come evitare i tre mesi senza reddito
Photo by Alexas_Fotos – Pixabay
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Chi raggiunge i requisiti contributivi nel 2025 o 2026 deve fare attenzione alla finestra mobile. Ecco come pianificare al meglio il pensionamento.

Pensione anticipata: come evitare i tre mesi senza reddito
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Dal 2012, la pensione anticipata ha sostituito le vecchie pensioni di anzianità, mantenendo un vantaggio importante: non prevede un requisito anagrafico. Tuttavia, a differenza del passato, chi sceglie questa modalità deve affrontare una novità non sempre intuitiva, ovvero la cosiddetta finestra mobile. Questo meccanismo può creare situazioni complicate, soprattutto se non si pianifica con precisione l’uscita dal lavoro.

“Devo aspettare tre mesi?”: il dubbio di un lettore e la risposta

Stefano, lavoratore prossimo alla pensione, pone una domanda concreta:
“A ottobre chiuderò i miei 42 anni e 10 mesi di contributi. È vero che devo attendere tre mesi prima di ricevere la pensione? Cosa conviene fare, dare le dimissioni subito o aspettare?”

Il dubbio è comune a molti. Le pensioni anticipate ordinarie, infatti, prevedono una decorrenza diversa rispetto ad altre formule come quella di vecchiaia. Mentre in quest’ultimo caso l’assegno parte dal mese successivo alla maturazione dei requisiti, con l’anticipata occorre attendere tre mesi dopo il raggiungimento dei contributi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

Cosa succede durante la finestra mobile: rischi e soluzioni

Una volta maturati i requisiti contributivi, nulla vieta al lavoratore di presentare domanda e lasciare subito il lavoro. Il problema, però, è evidente: nei tre mesi successivi non si percepisce né stipendio né pensione, una pausa economica che può pesare, specie senza altre entrate.

Per evitare questo “vuoto”, molti optano per una scelta più pragmatica: continuare a lavorare durante la finestra. Così facendo, si mantiene il reddito e si accumulano anche contributi aggiuntivi, che porteranno a un lieve incremento dell’assegno pensionistico. Chi resta al lavoro fino a raggiungere 43 anni e 1 mese (nel caso degli uomini), potrà inoltre presentare domanda pochi giorni prima della decorrenza utile, sincronizzando cessazione e inizio del trattamento pensionistico.

Strategia consigliata: lavorare durante la finestra e scegliere il momento giusto

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Pianificare bene è fondamentale. La domanda di pensione può essere presentata anche prima del raggiungimento dei requisiti, ma conviene farlo in modo da agganciarsi alla prima finestra disponibile. Questo consente di evitare tempi morti e complicazioni burocratiche.

Chi decide di restare in servizio durante i tre mesi successivi alla maturazione dei requisiti non solo mantiene il proprio stipendio, ma evita di trovarsi senza copertura economica. In pratica, si può lasciare il lavoro appena prima della decorrenza effettiva della pensione, senza subire penalizzazioni o attese.