Un’estate tranquilla per gli studi professionali, ma con alcune importanti novità operative e politiche da monitorare in vista della Legge di Bilancio 2026.

Il 2025 si è aperto con un ritmo piuttosto regolare per gli studi professionali. Chiusa la campagna dichiarativa, salvo per chi intende aderire al Concordato Preventivo Biennale, le attività quotidiane non hanno riservato particolari scossoni. Alcune novità, però, hanno richiesto attenzione, come l’introduzione dell’obbligo di polizza contro i rischi catastrofali, scaglionato in base alla dimensione d’impresa: da marzo per le grandi, da giugno per le medie, e da dicembre per le piccole e micro imprese.
Tra le novità gestionali anche l’obbligo, poi prorogato, per gli amministratori di società di comunicare il proprio indirizzo PEC. Ancora sospeso, invece, l’obbligo di comunicazione del titolare effettivo, su cui si attende un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea. Nel frattempo, sta entrando a regime la “delega unica”, strumento che semplifica le autorizzazioni per gli adempimenti fiscali al professionista di fiducia, con piena operatività prevista entro la fine dell’anno.
Versamenti agevolati e contributi ridotti: i vantaggi fiscali per professionisti e neo-imprese
Tra le disposizioni più apprezzate, la proroga di 20 giorni per i versamenti fiscali, decisa con insolito anticipo rispetto al consueto “salvataggio” last minute del 30 giugno. Una misura che ha reso più fluida la gestione degli studi, salvo qualche frizione con la clientela.
Allo stesso tempo, l’INPS ha definito, con circolare del 7 agosto, le modalità per accedere alla riduzione del 50% dei contributi previdenziali per artigiani e commercianti che hanno avviato una nuova attività nel 2025. Tuttavia, la procedura online presenta ancora malfunzionamenti, segnalati anche durante la pausa estiva, con difficoltà di accesso al portale INPS dedicato.
Sempre sul fronte fiscale, è stato approvato il decreto attuativo dell’IRES premiale, destinato alle imprese che nel 2025 investono e assumono. La misura sostituisce l’ACE e prevede condizioni stringenti: niente cassa integrazione (salvo eccezioni), incremento occupazionale di almeno l’1%, reinvestimento di parte degli utili in beni 4.0 o 5.0, e mantenimento della media occupazionale su base triennale.
Politica fiscale e proposte in cantiere: si delinea il quadro della Legge di Bilancio 2026
Sul piano politico, agosto ha acceso i riflettori sulle prime proposte in vista della Legge di Bilancio 2026. In particolare, la Lega ha rilanciato la rottamazione quinquies, estendendo il beneficio ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Il piano prevede l’azzeramento di sanzioni, interessi e aggio, con il pagamento della sola quota capitale in 120 rate mensili. A differenza delle precedenti edizioni, la decadenza scatterebbe solo dopo otto rate non pagate.
Forza Italia, invece, propone la riduzione dell’aliquota IRPEF intermedia dal 35% al 33%, con innalzamento dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro. Sullo sfondo, l’ipotesi di una flat tax generalizzata al 24%, definita da Tajani una risposta per salvaguardare il ceto medio. Fratelli d’Italia mantiene una posizione di equilibrio tra le spinte fiscali degli alleati.
Le opposizioni, da parte loro, si concentrano su altri temi: PD e M5S insistono sul salario minimo, mostrando scetticismo verso ulteriori definizioni agevolate dei debiti fiscali.
Rottamazioni precedenti, possibili novità e acconti a rate anche per le società

Nella possibile rottamazione quinquies si inserisce la lunga storia delle precedenti definizioni agevolate: dalla prima rottamazione del 2016 fino alla quater della Legge di Bilancio 2023. Il nuovo piano dovrebbe distinguersi per la durata decennale e una maggiore flessibilità nei pagamenti.
Tra le misure in valutazione, anche l’estensione della rateazione del secondo acconto alle società di minori dimensioni, ipotesi già introdotta per i soggetti con ricavi fino a 170.000 euro. In questo caso, il secondo acconto potrebbe essere frazionato in cinque rate mensili da gennaio a maggio, offrendo ulteriore respiro in termini di liquidità.
Dopo la pausa estiva, l’autunno si preannuncia denso di confronti e provvedimenti. La sfida, come sempre, sarà bilanciare esigenze di gettito, equità fiscale e sostenibilità operativa per imprese e professionisti.