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Stipendio di Gennaio: quando il bonus porta sorpresa nelle finanze

Stipendio di Gennaio: quando il bonus porta sorpresa nelle finanze
Photo by stux – Pixabay
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Con l’arrivo di gennaio, molti lavoratori potrebbero trovarsi di fronte a una sorpresa inaspettata nella loro busta paga. Non si tratta solo dell’assenza di nuovi incentivi, ma soprattutto del conguaglio fiscale di fine anno che, nel 2026, potrebbe sottrarre fino a 1.000 euro dalle tasche dei lavoratori.

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Il conguaglio è quel processo necessario attraverso cui il datore di lavoro verifica le imposte effettivamente dovute sull’intero reddito annuale. Durante l’anno fiscale, infatti, l’Irpef viene calcolata su un’ipotesi di reddito che potrebbe variare a fine anno. Se il reddito effettivo del 2025 è aumentato — dovuto a rinnovi contrattuali, straordinari o premi — potrebbe esserci un amaro incremento delle imposte da pagare. La novità rispetto agli sgravi contributivi precedenti è che quello fiscale della legge di Bilancio 2025 viene considerato su base annua. Questo implica che il superamento delle soglie di reddito stabilite comporta il rimborso delle somme percepite.

Aumenti imprevisti e bonus che sfuggono

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I lavoratori che hanno beneficiato nel 2025 di incrementi salariali non programmati all’inizio anno sono più esposti al rischio di un conguaglio fiscale negativo. I datori di lavoro, nel corso dell’anno, applicano bonus e detrazioni basandosi su calcoli presuntivi poiché non possono prevedere guadagni futuri. Con il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate valuta con precisione se siano stati rispettati i requisiti per i bonus concessi. Tuttavia, coloro che non hanno avuto variazioni salariali nell’anno in corso possono sentirsi più al sicuro, esenti dai rischi di rimborsi indesiderati. Trattamento integrativo in bilico con l’ex bonus Renzi.

Raggiungere un reddito di 15.000 euro può squalificare dall’idoneità a ricevere il trattamento integrativo, il ben conosciuto ex bonus Renzi. Nei casi peggiori, questo potrebbe tradursi nella restituzione di ben 1.200 euro, includendo le mensilità già percepite nel 2025. Il taglio del cuneo fiscale si traduce in un bonus mensile, ma solo fino a un certo livello di reddito: 7,1% per i redditi fino a 8.500 euro (circa 653 euro lordi); 5,3% per redditi tra 8.500 e 15.000 euro (circa 1.153 euro totali) e 4,8% per quelli tra 15.000 e 20.000 euro. Ad esempio, chi riceve 19.000 euro annui, può beneficiare di un supplemento fino a 912 euro. Superando i 20.000 euro, il bonus si trasforma in una detrazione che fino a 1.000 euro tra 20.000 e 32.000 euro, diminuendo gradualmente fino ad annullarsi a 40.000 euro di reddito. Coloro che sforano queste soglie si trovano a dover restituire le somme in un’unica soluzione.