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Scopri le novità sui bonus edilizi che seguiranno la manovra 2026

Scopri le novità sui bonus edilizi che seguiranno la manovra 2026
Photo by OleksandrPidvalnyi – Pixabay
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L’ultima legge di bilancio ha introdotto una serie di modifiche importanti ai bonus per l’edilizia, offrendo un quadro chiaro per coloro che desiderano sfruttare queste agevolazioni. Scopri come cambieranno le detrazioni e quale metodo di pagamento scegliere per non perdere i benefici fiscali.

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Dopo l’approvazione della legge di bilancio 2026, i bonus edilizi restano in continuità con le normative precedenti, ma ci sono delle novità degne di nota. Sebbene le modalità di pagamento rimangano centrali, gli incentivi fiscali conservano un ruolo vitale, con le percentuali di detrazione e le regole di utilizzo che continuano a evolversi.

Bonus edilizi: quadro generale della Legge di Bilancio 2026

La legge di bilancio 2026 ha confermato gran parte degli schemi di bonus edilizi introdotti nel 2025. Per i lavori relativi al 2026, chi rinnova la propria residenza principale può ottenere una detrazione del 50% per il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus normale e il sismabonus. Tuttavia, se le migliorie riguardano una seconda casa, la detrazione scende al 36%. Nel 2027, le detrazioni saranno ridotte al 36% per le residenze principali e al 30% per le seconde case. Dal 2028 in poi, si applica un’aliquota fissa del 30% per tutte le proprietà. Per quanto riguarda ecobonus e sismabonus, si attendono ulteriori decisioni normative.

Modifiche al superbonus edilizio e altri incentivi

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Nel ventaglio delle proroghe rientra anche il bonus per mobili e grandi elettrodomestici, esteso per le spese effettuate nel 2026. Tuttavia, il bonus per le barriere architettoniche, che prevede uno sgravio del 75%, è stato mantenuto solo fino al 31 dicembre 2025 e non figura nella nuova manovra. Questo aggiornamento mette in luce l’importanza delle modalità stabilite per il pagamento, essenziale per ottenere i benefici fiscali.

Pagamento dei bonus edilizi: il ruolo del bonifico parlante

Le regole per accedere alle detrazioni non sono cambiate radicalmente, e tra queste, il pagamento è cruciale. Il bonifico parlante rimane il metodo preferenziale, richiesto per la maggior parte degli interventi agevolati, eccetto per mobili e grandi elettrodomestici, dove è permesso l’uso di bonifico ordinario o carta di credito/debito. È importante rispettare queste modalità, poiché errori nei pagamenti potrebbero compromettere le detrazioni fiscali.

Come funziona il bonifico parlante

Il bonifico parlante è uno strumento che garantisce la completa tracciabilità delle spese, offrendo all’Agenzia delle Entrate la possibilità di collegare il pagamento ai lavori agevolati. È indispensabile per gran parte degli incentivi, come bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e superbonus. Questo bonifico deve includere dettagli obbligatori: la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e i dati fiscali del ricevente. Questi elementi lo distinguono da un normale bonifico, fornendo il livello di dettaglio necessario per gli incentivi edilizi.

Implicazioni della ritenuta d’acconto e gestione degli errori

Il bonifico parlante sarà soggetto a una ritenuta d’acconto dell’11%, un aumento dall’8%. Questa trattenuta non incide sul contribuente, ma riduce l’importo ricevuto da imprese e fornitori, influenzando quindi la loro liquidità. È possibile apportare correzioni in caso di errori nel bonifico. Se un errore coinvolge il riferimento normativo, l’agevolazione non viene persa automaticamente e non è necessario rifare il pagamento. Tuttavia, per errori che influenzano la ritenuta, potrebbe essere richiesto un nuovo bonifico. Alternativamente, il contribuente può ottenere una dichiarazione sostitutiva dalla ditta, garantendo comunque l’accesso ai vantaggi fiscali.