L’Agenzia delle Entrate invia i dati dei conguagli fiscali all’INPS per consentire l’erogazione delle somme a credito dei pensionati.

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale procede alla liquidazione dei rimborsi fiscali derivanti dal modello 730 recependo i dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate. L’operazione riguarda i cittadini titolari di pensione che hanno selezionato l’INPS come sostituto d’imposta per le operazioni di conguaglio. Il pagamento dell’eventuale credito IRPEF viene accreditato direttamente insieme al rateo mensile di pensione. La data precisa della disponibilità dell’importo sul conto corrente dipende principalmente dal momento in cui il contribuente ha completato l’invio della dichiarazione dei redditi e dall’eventuale attivazione dei controlli preventivi previsti dalla normativa fiscale.
Il calendario delle erogazioni ordinarie
Per i cittadini che hanno inviato la dichiarazione entro la prima metà del mese di giugno, le operazioni di rimborso iniziano regolarmente con la mensilità erogata nel mese di agosto. L’INPS riceve le risultanze contabili dei modelli 730 dall’Agenzia delle Entrate e le lavora in base alle date di trasmissione. Chi invia il documento fiscale nei mesi di luglio o agosto riceverà l’importo spettante sui cedolini successivi, indicativamente nei mesi di settembre o ottobre. L’Istituto completa la lavorazione di tutti i flussi contabili ricevuti entro la fine dell’anno, garantendo che ogni conguaglio a credito sia liquidato senza ritardi immotivati.
I pensionati possono verificare in autonomia l’esatto dettaglio del rimborso spettante accedendo al portale istituzionale dell’INPS. Attraverso l’area riservata, accessibile tramite SPID, CIE o CNS, è possibile scaricare il cedolino della pensione di riferimento e consultare la voce specifica denominata rimborso IRPEF da modello 730. Il prospetto riporta chiaramente sia gli importi a credito liquidati, sia eventuali trattenute in caso di conguaglio a debito. Se l’ammontare netto del credito risulta inferiore alla soglia minima di 12 euro, la normativa stabilisce che l’ente fiscale non dia luogo ad alcun accredito o recupero.
Controlli e blocchi sopra quattromila euro
Nel caso in cui l’importo da rimborsare superi la cifra di 4.000 euro, la legge prevede una procedura di controllo preventivo gestita direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Le verifiche scattano anche quando la dichiarazione presenti elementi di incoerenza rispetto ai dati reddituali dell’anno precedente o modifichi dati precompilati relativi alle detrazioni per familiari a carico. Durante la fase di verifica, che può estendersi per un periodo massimo di quattro mesi dalla scadenza del termine di trasmissione, l’accredito sul cedolino viene sospeso. Una volta terminati i riscontri, l’Agenzia eroga il pagamento spettante tramite bonifico sul conto corrente bancario o postale indicato dal contribuente.

Gestione dei conguagli a debito
Se dalla dichiarazione emerge un debito IRPEF, l’INPS effettua il recupero attraverso trattenute dirette sul rateo mensile della pensione a partire dalla mensilità di agosto. Il pensionato ha la facoltà di richiedere la rateizzazione del debito indicandola nel modello 730, ripartendo la somma complessiva in un numero massimo di cinque rate fino al mese di novembre. Se la pensione percepita risulta incapiente per coprire l’intera rata prevista, l’Istituto procede alla trattenuta nei limiti del quinto dell’importo cedibile, trasferendo la quota rimanente non saldata sui ratei dei mesi successivi per estinguere il debito.
Nel caso in cui il pensionato cambi regime fiscale o vari la propria posizione previdenziale nel corso dell’anno, l’INPS potrebbe registrare un’incompatibilità nel flusso contabile. In tali situazioni, la comunicazione di conguaglio inviata dall’Agenzia delle Entrate viene restituita all’amministrazione finanziaria con l’indicazione della causa di diniego. Il contribuente riceve un’apposita notifica nel proprio cassetto fiscale e può richiedere l’erogazione diretta del rimborso all’Agenzia mediante l’inserimento delle coordinate IBAN sul sito ufficiale del fisco, evitando di dover presentare una nuova dichiarazione correttiva.

