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Pensione anticipata: requisiti e domanda INPS

Pensione anticipata: requisiti e domanda INPS
Photo by alandsmann – Pixabay
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Scade a metà luglio la seconda finestra per accedere all’Ape Sociale e ritirarsi in anticipo. Guida ai requisiti anagrafici e contributivi per l’istanza all’INPS.

Pensione anticipata: requisiti e domanda INPS
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La corsa per l’uscita dal mondo del lavoro vede nel 15 luglio una data cruciale. Chi desidera ottenere la pensione anticipata ha infatti a disposizione questa seconda finestra per presentare la documentazione all’INPS. È un’opportunità rivolta a lavoratori in condizioni di fragilità o addetti a mansioni usuranti, e garantisce un’indennità sostitutiva ponte. Muoversi con anticipo è fondamentale per non veder respinta la richiesta e garantirsi un sereno pensionamento.

Requisiti anagrafici e contributivi

Per accedere alla misura di pensione anticipata nota come Ape Sociale, il legislatore ha previsto dei paletti ben precisi. In primo luogo, il richiedente deve aver compiuto un’età anagrafica minima di 63 anni e 5 mesi. A questo vincolo si affianca una rigorosa verifica dell’anzianità contributiva, che varia sensibilmente in base alla categoria di appartenenza del lavoratore, ma che si attesta in genere sui 30 anni. Tuttavia, per chi ha svolto mestieri faticosi, i cosiddetti lavori gravosi, l’asticella si alza a 36 anni di requisiti contributivi versati. È importante sottolineare che per le lavoratrici madri è previsto un prezioso sconto contributivo: una riduzione di 12 mesi per ogni figlio, fino a un tetto massimo di due anni, agevolando così l’uscita anticipata per chi concilia famiglia e lavoro.

Categorie ammesse al beneficio

L’obiettivo principale di questo scivolo pensionistico è tutelare le persone in condizioni di oggettivo svantaggio. Pertanto, la domanda INPS può essere inoltrata esclusivamente da quattro macro-categorie specifiche. La prima comprende i disoccupati che hanno esaurito integralmente gli strumenti di sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi, e si trovano privi di occupazione a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa. La seconda fascia riguarda i caregiver, ovvero coloro che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente di primo grado affetto da handicap grave accertato. Troviamo poi gli invalidi civili, per i quali è richiesto il riconoscimento di una percentuale di invalidità non inferiore al 74 per cento. Infine, l’accesso è garantito a chi ha svolto lavori gravosi in via continuativa per almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure per sei anni negli ultimi sette.

Scadenze e finestre temporali

Il sistema di accesso alla pensione anticipata è rigidamente scandito da precise finestre temporali per la presentazione dell’istanza di riconoscimento delle condizioni. La prima scadenza, cosiddetta tempestiva, si chiude abitualmente alla fine di marzo. La seconda finestra, essenziale per chi matura i requisiti durante i mesi estivi o per chi non è riuscito a rispettare il primo appello, è fissata perentoriamente al 15 luglio. Esiste infine un’ultima possibilità definita tardiva, che si esaurisce il 30 novembre di ogni anno. È di estrema importanza tenere presente che le istanze inoltrate dopo il 15 luglio e fino alla scadenza di novembre verranno prese in carico dall’Istituto Previdenziale solo ed esclusivamente in presenza di specifiche risorse finanziarie residue. Inviare la documentazione in tempo utile rappresenta quindi la via più sicura.

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Procedura di domanda INPS

L’iter amministrativo per ottenere l’agognato assegno si divide in due fasi distinte e di pari importanza per il cittadino. Dapprima, il lavoratore è tenuto a presentare la domanda preliminare di riconoscimento delle condizioni di accesso: questa procedura serve all’ente previdenziale per certificare l’effettivo diritto alla prestazione. Solo in un momento successivo, dopo aver ricevuto esito positivo, risulta possibile inoltrare la vera e propria domanda INPS di accesso alla liquidazione economica. I cittadini possono procedere in totale autonomia attraverso il portale web dell’istituto, autenticandosi con le proprie credenziali digitali, oppure possono decidere di avvalersi dell’assistenza qualificata e gratuita offerta dai vari patronati sul territorio. L’utilizzo del patronato è spesso caldamente suggerito, in quanto la corretta allegazione dei vari documenti probatori risulta sempre determinante per il successo della pratica.