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Nuovo bond perpetuo Banco BPM: tutto quello che devi sapere sulla cedola

Nuovo bond perpetuo Banco BPM: tutto quello che devi sapere sulla cedola
Photo by DenisStreltsov – Pixabay
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Banco BPM lancia un nuovo titolo ad alto rendimento riservato esclusivamente agli investitori professionali e istituzionali.

Nuovo bond perpetuo Banco BPM: tutto quello che devi sapere sulla cedola
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Il gruppo bancario ha recentemente emesso un bond perpetuo da 400 milioni di euro, riscuotendo un enorme successo tra gli operatori finanziari. Questa tipologia di strumento, nota come Additional Tier 1, è pensata per rinforzare la struttura patrimoniale dell’istituto milanese senza gravare eccessivamente sul bilancio.

Le caratteristiche del nuovo strumento finanziario

Il titolo emesso da Banco BPM non prevede una data di scadenza definita, il che lo rende tecnicamente un debito senza termine. Gli investitori riceveranno una cedola annua lorda pari al 6,75% fino al 21 ottobre 2032, data in cui scatterà il primo meccanismo di reset. A quel punto, la banca avrà la facoltà di rimborsare anticipatamente il capitale oppure di continuare a pagare gli interessi per un altro quinquennio.

Se la banca decidesse di non rimborsare il titolo alla data di reset, il tasso fisso verrebbe sostituito da un tasso variabile calcolato sul parametro di mercato mid-swap a cinque anni, a cui si aggiungerà lo spread iniziale. È fondamentale ricordare che questo bond è destinato solo a investitori professionali, vista la soglia di ingresso fissata a un taglio minimo di 200.000 euro per singolo lotto.

Perché il rischio è considerato elevato

Trattandosi di strumenti appartenenti alla categoria dei CoCo Bond, ovvero obbligazioni convertibili in particolari condizioni, il profilo di rischio dell’investimento è decisamente alto. Nel caso in cui il CET1 ratio della banca scendesse sotto la soglia critica del 5,125%, l’obbligazione potrebbe subire una riduzione forzata del valore nominale o essere trasformata in azioni. Questi meccanismi servono a tutelare la solidità dell’istituto in scenari di crisi, ma espongono il risparmiatore a una possibile perdita del capitale versato.

Inoltre, l’emittente ha il diritto discrezionale di cancellare il pagamento delle cedole, senza che queste possano essere recuperate in futuro. In caso di fallimento o dissesto grave, chi detiene questi bond viene rimborsato solo dopo i creditori ordinari, piazzandosi di fatto in una posizione svantaggiata rispetto ad altri titoli di debito più sicuri.

La strategia dietro l’operazione finanziaria

L’emissione di questo bond serve a Banco BPM per ottimizzare il costo del debito, in particolare attraverso il riacquisto volontario di una precedente emissione del 2022 che stacca una cedola al 7%. Con l’avvicinarsi della data di reset del vecchio titolo, la banca si troverebbe a pagare tassi molto più pesanti rispetto alle attuali condizioni di mercato. Sostituendo il vecchio debito con quello nuovo, l’istituto punta a un risparmio concreto sugli interessi annuali, consolidando al contempo la propria solidità patrimoniale.

Il successo dell’operazione, che ha raccolto ordini per oltre 1,5 miliardi di euro, dimostra quanto il mercato oggi abbia una percezione positiva delle banche italiane. Se nel 2022 esistevano timori legati alla fuga dei capitali esteri e ai crediti deteriorati, oggi l’ottimismo è tornato a dominare le scelte dei grandi investitori. Il minor premio richiesto rispetto al passato indica chiaramente che la fiducia verso il sistema creditizio del nostro Paese è notevolmente migliorata.

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Considerazioni pratiche per gli investitori

Nonostante l’interesse del 6,75% possa apparire molto invitante rispetto ai rendimenti dei conti deposito tradizionali, è necessario ribadire che questa categoria di titoli non è adatta al piccolo risparmiatore. Il profilo di rischio-rendimento è pensato per chi vive di finanza e può permettersi di analizzare nel dettaglio i bilanci bancari e l’andamento degli indicatori patrimoniali.

Prima di valutare qualsiasi strumento finanziario complesso, resta sempre fondamentale confrontarsi con i propri consulenti per capire se l’esposizione sia coerente con i propri obiettivi finanziari. Le obbligazioni perpetue sono strumenti flessibili e potenti per le banche, ma per il risparmiatore privato rappresentano un terreno su cui è facile scivolare se non si comprende la differenza sostanziale tra un bond senior e un titolo di capitale ibrido.