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Nuova tassa sui pacchi: tutto quello che devi sapere

Nuova tassa sui pacchi: tutto quello che devi sapere
Photo by ha11ok – Pixabay
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Nell’era dell’e-commerce globale, la nuova tassa sui pacchi rappresenta una svolta decisiva per il commercio internazionale.

Nuova tassa sui pacchi: tutto quello che devi sapere
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Introdotta nella Legge di bilancio del 2026 dall’Agenzia delle Dogane, questa misura influisce su tutte le spedizioni a basso valore provenienti da paesi al di fuori dell’Unione Europea. Sebbene tecnica nei suoi contorni, la tassa promette di avere un impatto profondo sui consumatori e sul commercio elettronico internazionale, costituendo una parte integrante del sistema doganale italiano.

Motivazioni e struttura della tassa sui pacchi

La tassa, stabilita per la prima volta nel bilancio 2026, prevede un contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione che giunge in Italia da nazioni non appartenenti all’UE. Tale tariffa si applica a merci il cui valore dichiarato non supera i 150 euro, mirando soprattutto agli acquisti effettuati su piattaforme di e-commerce non europee. Questa non è un’imposta basata sul prezzo del prodotto, ma un costo fisso imposto al momento dell’ingresso definitivo della merce nel territorio europeo. La sua applicabilità è legata esclusivamente all’origine geografica della spedizione e al valore dichiarato, rendendola rilevante per una vasta gamma di articoli, compresi vestiti, gadget tecnologici e prodotti per la casa.

Caratteristiche e applicazione della tassa

Nuova tassa sui pacchi: tutto quello che devi sapere
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Una delle caratteristiche distintive di questa tassa è la sua natura uniforme e non discriminatoria rispetto al tipo di merce importata. La chiave di applicazione è l’origine extra UE delle spedizioni e il valore economico dichiarato, semplificando così sia le procedure di controllo che quelle amministrative. Secondo l’Agenzia delle Dogane, la tassa è operativa dal 1° gennaio 2026. Un periodo iniziale di transizione prevede che le nuove norme siano introdotte con un approccio flessibile, riducendo il peso burocratico per gli operatori e garantendo un adattamento graduale al nuovo regime.

Periodo transitorio e modalità di pagamento

Durante il periodo transitorio, che va dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026, operatori, corrieri e spedizionieri avranno il tempo per allineare i propri sistemi informatici senza dover versare la tassa immediatamente per ogni importazione. I contributi saranno invece registrati e pagati con cadenza periodica, tramite una dichiarazione unificata entro il 15 marzo 2026, come disposto dalla Circolare n. 37/2025 dell’Agenzia delle Dogane. Questa flessibilità si ispira ai principi dello Statuto del contribuente, assicurando tempistiche adeguate e procedure snellite per l’implementazione di nuove normative con impatti significativi.

Il futuro della tassa sui pacchi: regime definitivo

Con la fine del periodo transitorio il 1° marzo 2026, entrerà in vigore il regime definitivo. In base alla natura della dichiarazione doganale utilizzata, il pagamento sarà gestito in modalità diverse. Nelle dichiarazioni ordinarie (H1), il contributo verrà incorporato direttamente tramite un codice tributo specifico (159). Per le procedure semplificate (H7), il metodo di contabilizzazione periodica continuerà, salvo future modifiche. Questa configurazione assicura che il sistema si adatti ai vari tipi di flussi logistici, mantenendo la continuità del commercio elettronico internazionale. La tassa sui pacchi si annuncia quindi come un elemento strutturale che inciderà stabilmente sulle importazioni a basso valore da nazioni fuori dall’UE.