Scopri come il Modello 730/2026 ottimizza le dichiarazioni, con appuntamenti cruciali per i contribuenti e una guida alle detrazioni disponibili per il 2025.

Quando parliamo della dichiarazione dei redditi, il Modello 730 rappresenta ancora l’opzione principale per riportare i redditi percepiti nel 2025. Oltre a facilitare la dichiarazione, permette di recuperare varie detrazioni fiscali. Tra queste, le spese mediche e gli interessi sui mutui sono solo alcune delle voci che possono portare a rimborsi significativi. Per chi intende usufruire del Modello 730, è cruciale tenere a mente due scadenze fondamentali: il 30 aprile per la disponibilità del modello precompilato online e il 30 settembre, ultimo giorno utile per presentare sia la dichiarazione ordinaria sia quella precompilata. Questo strumento, infatti, è progettato per semplificare la vita del contribuente, minimizzando gli errori e agevolando l’accesso alle detrazioni fiscali.
Nuove aliquote irpef: tre scaglioni per maggiore equità
La riduzione degli scaglioni Irpef è tra le modifiche più significative dell’attuale riforma. Questa misura mira a ridurre il carico fiscale, soprattutto per la classe media. Gli aggiornamenti sono così ripartiti: un’aliquota del 23% fino a 28.000 euro, del 33% (anziché il precedente 35%) per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, e infine, un’aliquota del 43% per guadagni superiori ai 50.000 euro. L’impatto più significativo di questa revisione si riscontra nella fascia di reddito media, che ora beneficia di un’aliquota più leggera. Tuttavia, queste modifiche all’Irpef si accompagnano anche a cambiamenti nelle detrazioni.
Detrazioni ridotte per redditi elevati: cosa cambia
Per chi ha un reddito annuo superiore ai 75.000 euro, le detrazioni del 19% subiscono una progressiva riduzione, diventando nulle al superamento dei 100.000 euro. Nonostante ciò, le detrazioni per spese sanitarie e per interessi sui mutui restano intatte. Anche le regole per i familiari a carico sono cambiate: grazie all’introduzione dell’Assegno unico, i figli fino a 21 anni non generano più detrazioni dirette, ma devono comunque essere indicati nel modello per poter detrarre le spese sostenute per loro.
L’Assegno unico e universale, operativo dal 2022, ha sostituito la maggior parte delle detrazioni per figli a carico. Tuttavia, è possibile ancora dedurre il 19% di alcune spese per figli minori di 21 anni, entro un limite di 210 euro. Questo include rette per scuole, università e asili nido, attività sportive per i minori di età compresa tra 5 e 18 anni, spese mediche e acquisti di trasporti pubblici. Per i figli sopra i 21 anni, le detrazioni sono applicabili solo se i limiti di reddito sono rispettati: 4.000 euro per quelli sotto i 24 anni e 2.840,51 euro per altri familiari.

Crescita nell’uso del modello 730 precompilato
Sempre più italiani optano per la comodità del modello precompilato. Secondo recenti statistiche, il numero di individui che hanno scelto di utilizzare autonomamente i modelli 730 e Redditi Persone fisiche è cresciuto da 4,8 a 5,7 milioni in due anni. Questa scelta è favorita dalla semplificazione delle procedure, che rende l’intero processo più accessibile. Nel 2025, il 58% dei dichiaranti ha scelto il precompilato, rappresentando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Questa tendenza è destinata a crescere grazie al miglioramento degli strumenti digitali e alla maggior quantità di dati già inseriti dall’Agenzia delle Entrate.
