L’ateneo punta su conoscenza, ricerca e tecnologie emergenti per attrarre investimenti e creare nuove opportunità per studenti, giovani ricercatori e imprese del territorio.

L’intelligenza artificiale non è solo una leva tecnologica, ma sempre più un punto di incontro tra formazione, ricerca e sviluppo industriale. È questa la traiettoria emersa con forza dal workshop “Media, Data e AI nei sistemi digitali dei grandi gruppi editoriali”, ospitato dall’Università degli Studi di Salerno e promosso dal DIEM.
L’incontro ha riunito docenti, ricercatori e rappresentanti del mondo delle imprese in un confronto che ha toccato temi cruciali: il valore della conoscenza, la costruzione di competenze avanzate, le opportunità per i giovani e il rapporto tra università e territorio. Non un semplice appuntamento accademico, dunque, ma un’occasione per riflettere su come l’AI stia cambiando modelli produttivi e sistemi di informazione.
Università e innovazione: il ruolo strategico dell’ateneo
Ad aprire i lavori è stato il professor Matteo Gaeta, che ha sottolineato con chiarezza quanto oggi gli atenei siano chiamati a svolgere una funzione sempre più rilevante nei processi di innovazione tecnologica. Secondo il docente, l’università non può limitarsi a trasmettere conoscenze già consolidate, ma deve diventare un luogo capace di generare competenze, ricerca applicata e nuove visioni.
“La nostra Università non è soltanto un luogo di formazione, ma può diventare una componente strategica dell’ecosistema dell’innovazione”, ha dichiarato Gaeta nel suo intervento.
Una frase che riassume bene il senso dell’iniziativa: l’università come snodo attivo, non periferico, di un sistema in cui sapere scientifico, trasferimento tecnologico e collaborazione con le imprese devono procedere insieme. In un contesto dominato da cambiamenti rapidi, infatti, il valore non sta soltanto nelle tecnologie già disponibili, ma nella capacità di anticipare i bisogni e costruire percorsi di crescita condivisi.
Conoscenza e territorio: la leva che attira investimenti e progetti
Uno dei passaggi più significativi del workshop ha riguardato il concetto di conoscenza come risorsa strategica. Un’espressione che, nel dibattito attuale, assume un peso sempre maggiore. Le aziende più dinamiche, è stato ricordato, non cercano esclusivamente soluzioni pronte all’uso, ma contesti in cui la conoscenza possa nascere, evolvere e rigenerarsi in modo continuo.
Ed è proprio qui che entra in gioco il territorio. Un territorio capace di offrire competenze, continuità scientifica e relazioni solide diventa più attrattivo per gli investimenti, per le collaborazioni industriali e per i progetti legati alla trasformazione digitale. In altre parole, la competitività oggi non si misura soltanto sulla presenza di infrastrutture tecnologiche, ma anche sulla qualità dell’ecosistema della conoscenza.

Giovani, imprese e futuro dei media digitali
Il workshop ha dedicato ampio spazio anche al tema delle nuove generazioni. Ricercatori, studenti e giovani professionisti sono infatti al centro di una sfida decisiva: riuscire a trasformare il talento in opportunità concrete, evitando la dispersione di competenze preziose verso altri contesti.
Da questo punto di vista, l’iniziativa ha ribadito l’importanza di creare ecosistemi capaci di trattenere i giovani e, allo stesso tempo, di favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’AI e dei media digitali. Un obiettivo ambizioso, ma sempre più necessario se si vuole rendere competitivo il tessuto locale e rafforzare il legame tra formazione e occupazione qualificata.
Siamo profondamente convinti che in questa Università e in questo territorio esista un ecosistema generativo, ricco di conoscenze e competenze, con un potenziale tale da consentire ai giovani di scegliere se partire o restare,
ha concluso Gaeta.
ento di Ingegneria dell’Informazione, Elettrica e Matematica Applicata (DIEM) dell’Università di Salerno. Non si tratta solo di una percezione, ma di un dato certificato: nell’ultima tornata di valutazione della ricerca nazionale dell’ ANVUR, il DIEM ha ottenuto il punteggio massimo di 100/100, un primato confermato per due tornate consecutive che lo pone ai vertici assoluti in Italia.
Grazie a questi traguardi, il DIEM è stato riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) come Dipartimento di Eccellenza 2023-2027. Questo prestigioso titolo ha portato al finanziamento del progetto “Information Technologies for Digital Medicine” (IT4DiMe), dove l’Intelligenza Artificiale (IA) e la robotica intelligente vengono messe al servizio della salute, creando un ponte diretto tra i laboratori del DIEM e il benessere dei cittadini.
Una delle aree di eccellenza del DIEM è quella che ruota intorno all’AI, declinata in applicazioni che sembravano fantascienza fino a pochi anni fa: algoritmi che analizzano segnali complessi per supportare nelle diagnosi mediche, robot che dialogano con l’umano in modo autonomo e naturale assistendolo nella vita quotidiana, e veicoli che si muovono nel campus senza conducente, in totale sicurezza grazie a una percezione intelligente dell’ambiente circostante.
A illustrare le progettualità di ricerca scientifica del DIEM è il Prof. Mario Vento, ordinario di Intelligenza Artificiale e annoverato tra i più citati scienziati a livello mondiale (nel prestigioso Top 2% dei ricercatori globali):
Il DIEM ha elaborato una visione strategica in grado di intercettare le sfide della transizione digitale, trasformando la teoria accademica in soluzioni tecnologiche concrete adottate oggi a livello internazionale.
E la ricerca di frontiera del DIEM non resta confinata nei laboratori, ma alimenta una didattica di eccellenza. Grazie ai corsi di laurea incentrati sull’IA, come Ingegneria Informatica e Ingegneria dell’Informazione per la Medicina Digitale, gli studenti del DIEM non imparano semplicemente a usare la tecnologia, ma a progettarla da zero. Scegliere il DIEM oggi non significa solo iscriversi a un corso di laurea, ma entrare in una comunità dove il domani si progetta ogni giorno. L’eccellenza del DIEM non è però un caso isolato nell’Ateneo Salernitano, ma il frutto di una visione strategica dell’Ateneo stesso, che sta investendo con decisione sul potere trasformativo dell’IA.
UNISA ha intrapreso un percorso per guidare ogni sua componente verso un uso consapevole delle tecnologie intelligenti.
spiega il Prof. Mario Vento, ora nel suo ruolo di Delegato del Rettore all’ICT e alla Transizione Digitale.
I numeri parlano chiaro: oltre 2500 studenti partecipanti alla ‘Google Academy’ finalizzata all’erogazione di corsi di formazione sull’AI e relative certificazioni, nonché su un programmi di AI-literacy dedicato al personale tecnico amministrativo, che dimostrano non solo un’attenzione all’innovazione tecnologica, ma una vera rivoluzione culturale.
In un’epoca segnata da una simbiosi sempre più stretta tra umano e artificiale, Salerno dimostra di avere non solo il talento per competere, ma la visione per guidare il cambiamento.
