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Manovra Fiscale 2026: Dividendi, Tobin Tax e Affitti Brevi Rivoluzionati

Manovra Fiscale 2026: Dividendi, Tobin Tax e Affitti Brevi Rivoluzionati
Photo by Pexels – Pixabay
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Manovra Fiscale 2026: Dividendi, Tobin Tax e Affitti Brevi Rivoluzionati
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La manovra economica per il 2026 si prepara a introdurre nuove regole che promettono di cambiare il panorama fiscale in Italia. Tra le novità più rilevanti, figurano le nuove condizioni per la tassazione dei dividendi, l’inasprimento della Tobin Tax e le modifiche alle aliquote sugli affitti brevi. Quali saranno gli effetti di queste misure per cittadini e aziende?

Una stretta sui dividendi: chi sarà colpito?

Il governo ha deciso di mettere mano alla tassazione dei dividendi, introducendo una stretta che colpirà soprattutto le partecipazioni di minore entità. Solo i dividendi provenienti da partecipazioni aziendali direttamente o indirettamente controllate superiori al 5% o che superano i 500 mila euro continueranno a beneficiare del regime di esclusione fiscale. Questa mossa mira a contrastare fenomeni di doppia tassazione e a garantire maggiore equità nel sistema tributario. Con queste modifiche, il governo stima un incremento del gettito di 22,7 milioni di euro nel 2026, puntando a raggiungere i 32,9 milioni a regime entro il 2029.

Affitti brevi e imprese: ritorno alle aliquote precedenti

Cambiamenti significativi anche per il settore degli affitti brevi. La cedolare secca torna al 21% per la prima abitazione data in locazione breve, ripristinando la norma vigente precedente all’ultima legge di bilancio. Per le proprietà successive, la tassazione passa al 26%, con la presunzione che si tratti di attività imprenditoriale già a partire dalla terza locazione. Questa misure sembrano voler favorire chi affitta una sola proprietà a breve termine, mentre disincentivano l’accumulo di più proprietà locative. Chi ne trarrà beneficio e chi invece sentirà il peso di questi cambiamenti?

Incremento della Tobin Tax e contributi sulle merci extra-UE

Un altro tasto dolente della manovra è l’aumento della Tobin Tax, che passa dallo 0,2% allo 0,4% a partire dal 2026. Questo raddoppio dell’aliquota sulle transazioni finanziarie è stato giustificato con i dati relativi ai versamenti degli ultimi anni, che facevano emergere un introito di circa 337,3 milioni di euro. Prospettive vedono nel raddoppio un potenziale forte boost alle entrate statali. In aggiunta, un “contributo” di due euro sarà imposto sui pacchi con valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra-UE, con l’obiettivo di incassare circa 122 milioni di euro nel primo anno, fino a 245 milioni dal 2027. Misure che potrebbero incidere sull’importazione di beni a basso costo, in un contesto economico già complesso e dinamico.