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L’editoria italiana si trasforma: l’Intelligenza Artificiale conquista il 75% delle case editrici

L’editoria italiana si trasforma: l’Intelligenza Artificiale conquista il 75% delle case editrici
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Nell’ampio panorama dell’editoria italiana, l’intelligenza artificiale si sta affermando come uno degli strumenti più innovativi e utilizzati. Un recente studio condotto dall’Associazione Italiana Editori (AIE) ha rivelato che ben tre editori su quattro hanno già integrato l’IA nei loro processi operativi. Questa indagine è stata presentata durante la fiera “Più libri più liberi” a Roma, un evento che ha attirato non solo appassionati del settore ma anche una notevole copertura mediatica, complice anche la presenza controversa di editori di destra come Passaggio al Bosco. I dati parlano chiaro: in Italia, il 75,3% delle case editrici utilizza l’IA in vari ambiti, dalla comunicazione al design delle copertine e delle illustrazioni.

Intelligenza artificiale: una risorsa strategica per gli editori

La trasformazione digitale nelle case editrici non si limita ai grandi colossi. Anche i piccoli editori, con un fatturato sotto i 100.000 euro, si uniscono all’ondata tecnologica, con il 62,5% di loro che adotta strumenti di intelligenza artificiale. La volontà di aggiornarsi è chiara anche nei gruppi con fatturati tra uno e cinque milioni di euro, dove il 75% utilizza queste tecnologie. Andrea Angiolini, delegato all’innovazione dell’AIE, sottolinea come la rapidità della risposta all’innovazione sia stata sorprendente. In particolare, il 67,1% degli intervistati impiega l’IA per uffici stampa e comunicazione, migliorando significative porzioni del lavoro editoriale tradizionalmente viste come manuali e impegnative.

Dove l’intelligenza artificiale trova maggior spazio

Molti potrebbero chiedersi: quali sono i processi affidati all’intelligenza artificiale nelle redazioni? Secondo lo studio, l’IA supporta il 50,7% degli editori nella creazione di copertine e illustrazioni, mentre il 49,3% la utilizza per editing, revisioni e traduzioni. Inoltre, attività amministrative e analisi commerciali sono ancora gestite dal 31,5% degli editori grazie a sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Questo impiego esteso dell’IA non si ferma qui, si espande anche nel campo dell’accessibilità e delle previsioni di vendita, rimuovendo barriere operative e facilitando decisioni strategiche più informate.

Osservazioni sui diritti e futuro dell’editoria

Nonostante l’entusiasmo per queste nuove tecnologie, i timori non mancano. Molti editori sono cauti riguardo al copyright e agli utilizzi non autorizzati nei training dei modelli linguistici. Angiolini sottolinea l’importanza di utilizzare strumenti professionali e sicuri per garantire il controllo sui contenuti degli autori. Infatti, solo il 3,7% degli editori ha siglato contratti con aziende che sviluppano modelli linguistici, mentre un 59,3% preferisce attendere ulteriori garanzie prima di prendere una decisione definitiva. Alla luce di queste precauzioni, l’editoria si trova a un bivio, pronta a navigare le acque dell’innovazione con consapevolezza, preservando i diritti autorali pur abbracciando il cambiamento tecnologico.

Fonte: www.ilsole24ore.com