Nel contesto delle nuove riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), emerge una significativa novità: l’abolizione dell’obbligo di conservare le ricevute dei terminali POS per dieci anni. Questa misura, oltre a semplificare il carico burocratico per le aziende, promette benefici anche per i consumatori. Scopriamo insieme cosa prevede questa proposta di legge.

La bozza del decreto PNRR 2026 introduce una modifica rilevante: eliminare la necessità di conservare i documenti cartacei prodotti dalle transazioni con carte di pagamento. L’origine di questa decisione risiede nella constatazione che le ricevute POS non svolgono un ruolo essenziale nella contabilità aziendale. Infatti, queste non sono indispensabili per la redazione del bilancio o la gestione delle tasse. Il fulcro di questo cambiamento è che le autorità potranno basarsi esclusivamente sui documenti fiscali ufficiali, riducendo i costi e snellendo la gestione documentale per gli esercenti.
Conservazione onerosa o inevitabilmente superflua?
Al momento, la normativa vigente, specificata all’articolo 2220 del Codice Civile, impone di conservare le ricevute POS per un decennio. Tuttavia, il decreto PNRR 2026 mira a rivoluzionare questo aspetto. La decisione di eliminare tale obbligo nasce dalla natura stessa delle ricevute POS, considerate come semplice evidenza di pagamento effettuato. Non essendo cruciali per determinare il reddito di un’azienda, queste ricevute diventano un adempimento burocratico percepito come gravoso e non necessario. La digitalizzazione dei flussi finanziari offre infatti tracciamenti sufficienti, rendendo le copie cartacee obsolete.
Impatto della nuova legislazione sulle attività commerciali

Per gli imprenditori e le attività commerciali, questa riforma potrebbe rappresentare un vantaggio significativo. L’eliminazione dell’obbligo di conservazione delle ricevute POS riduce il carico amministrativo e abbatte i costi legati alla gestione della documentazione cartacea. Le autorità possono comunque garantire la trasparenza attraverso i documenti fiscali standard, eliminando la necessità di una duplicazione documentale che non offre una reale utilità. Questo rende il processo amministrativo non solo più efficiente ma anche più in linea con le moderne pratiche digitali.
Conclusione
Questo progetto di legge si propone di modernizzare e semplificare le procedure burocratiche in Italia. Mentre la digitalizzazione avanza, le vecchie pratiche amministrative trovano sempre meno spazio. Con il PNRR 2026, il paese compie un passo significativo verso un futuro più efficiente, liberando cittadini e imprese da adempimenti inutili.

