Hai chiuso il vecchio conto corrente ma ti ritrovi comunque a doverlo dichiarare nella pratica ISEE di quest’anno. Ecco come funziona il meccanismo che mette in difficoltà molte famiglie italiane.

Molti pensano che una volta chiuso un conto corrente, questo sparisca magicamente da ogni documento fiscale. La realtà è ben diversa perché l’ISEE ordinario non guarda mai al saldo di oggi, ma si concentra sui dati finanziari di due anni fa.
Come funziona lo sfasamento temporale dell’ISEE
Per la dichiarazione ISEE 2026, l’INPS richiede di indicare i patrimoni e i redditi riferiti al 2024. Questo significa che, se presenti la domanda a settembre, il Fisco ti chiederà informazioni su ciò che avevi in banca esattamente due anni prima, a prescindere dal fatto che oggi quel conto esista ancora o meno.
È un errore molto comune pensare che, se l’IBAN è stato disattivato nel 2026, il problema sia risolto. Se nel 2024 quel conto era attivo, i relativi dati di giacenza media e saldo devono finire dritti nella tua DSU. Anche se hai chiuso il conto durante il 2024, le regole non cambiano e il rapporto non sparisce dal radar dell’Agenzia delle Entrate. I moduli ufficiali della DSU 2026 prevedono infatti spazi precisi per inserire la data di inizio e quella di fine del rapporto finanziario.
Questo sistema serve a impedire che qualcuno possa svuotare o chiudere un conto a fine dicembre per far apparire un patrimonio ridotto. Il calcolo dell’ISEE tiene sempre conto della giacenza media maturata nei mesi in cui il conto è stato operativo.
Il ruolo della giacenza media
Chiudere un conto a zero euro non cancella i movimenti fatti in precedenza. Se su quel conto, per la maggior parte dell’anno di riferimento, hai avuto una cifra importante, quella giacenza media peserà sul calcolo del tuo indicatore ISEE.
Molti utenti cadono in questo tranello, credendo che il saldo finale sia l’unico dato rilevante per il Fisco. Al contrario, la giacenza media è il parametro che spesso influenza maggiormente il risultato finale dell’attestazione.

Attenzione all’ISEE corrente
Se nel 2026 hai spostato i soldi dal conto A al conto B, ricorda che per la tua pratica non puoi ignorare il conto A. Se entrambi erano presenti nell’anno di riferimento, cioè il 2024, devi includere i dati di entrambi nella dichiarazione ISEE, recuperando le certificazioni dalle banche interessate. È fondamentale non affidarsi solo all’home banking attuale, che mostra solo le posizioni aperte. Conservare sempre le documentazioni bancarie e le certificazioni ISEE degli anni precedenti è l’unico modo per non farsi trovare impreparati quando si compila la pratica. Se la tua situazione economica è peggiorata sensibilmente a causa di un evento grave, esiste l’ISEE corrente. Questo strumento permette di aggiornare i dati patrimoniali avvicinandoli alla situazione più recente, ovvero al 31 dicembre 2025.
Tuttavia, non è una scorciatoia per chi vuole semplicemente ottenere un ISEE più basso. Per poter usare l’ISEE corrente, devi soddisfare condizioni ben precise previste dalla legge, che certificano un reale cambiamento nelle entrate o nel patrimonio della tua famiglia.

