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INPS, cambia la procedura per gli over 70: arriva il doppio binario per i certificati medici

INPS, cambia la procedura per gli over 70: arriva il doppio binario per i certificati medici
Photo by geralt – Pixabay
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Dal mese di giugno entra in scena un nuovo sistema che semplifica alcuni passaggi per l’accertamento sanitario degli anziani. Ma attenzione: le regole non sono uguali ovunque e, in certi casi, resta obbligatorio il doppio passaggio tra certificato e domanda telematica.

INPS, cambia la procedura per gli over 70: arriva il doppio binario per i certificati medici
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L’INPS ha avviato una fase di aggiornamento importante nella gestione delle pratiche di assistenza e previdenza dedicate alla popolazione anziana. L’obiettivo è chiaro: rendere più snelli gli adempimenti, ridurre i tempi di attesa e alleggerire il carico burocratico per famiglie, medici e intermediari. Il nuovo impianto normativo, però, non elimina del tutto le procedure tradizionali. Al contrario, introduce un sistema a doppio binario che distingue i casi più complessi da quelli che possono essere trattati in modo automatico.

Per i cittadini che hanno compiuto 70 anni, o che stanno per raggiungerli, cambia soprattutto il modo in cui viene gestito l’iter di accertamento sanitario. Il certificato medico introduttivo resta centrale, ma in alcune circostanze assume un valore diverso rispetto al passato. In pratica, l’istituto previdenziale ha definito un modello più flessibile, pensato per adattarsi alle diverse condizioni cliniche e ai territori coinvolti nella sperimentazione della riforma della disabilità.

Il nuovo assetto INPS per gli anziani

La recente comunicazione dell’INPS si inserisce in un percorso di revisione più ampio, avviato con l’intento di semplificare l’accesso alle tutele destinate agli anziani. Nel tempo, tuttavia, il calendario delle novità ha subito alcune modifiche. Le riforme inizialmente previste hanno infatti incontrato rimodulazioni e rinvii, legati a successivi interventi legislativi e alla necessità di coordinare meglio la fase sperimentale con l’entrata a regime del nuovo sistema.

Nonostante questo slittamento, l’esigenza di dare risposte rapide alle persone più fragili ha spinto l’ente a pubblicare istruzioni operative già applicabili in una parte del Paese. Il focus è soprattutto sui cittadini over 70, per i quali l’accertamento dell’invalidità civile e della disabilità segue ora un percorso più articolato, ma anche più razionale. L’intento è evitare passaggi inutili, senza però compromettere la correttezza delle valutazioni.

Come funziona il doppio binario procedurale

Il cuore della novità è l’introduzione di un meccanismo a doppio binario, che si attiva già nella fase di compilazione del certificato medico introduttivo. È il medico, attraverso la trasmissione telematica dei dati, a inserire le informazioni cliniche necessarie e a rispondere ad alcuni quesiti specifici. Da queste indicazioni dipende il percorso successivo della pratica.

In sostanza, il sistema valuta se la situazione del paziente rientra nei casi che richiedono ancora la procedura classica oppure se può essere avviata direttamente una forma automatizzata. La distinzione non è formale, ma sostanziale: da un lato ci sono i casi più delicati, dall’altro quelli che possono beneficiare di una semplificazione immediata. Non è poco, soprattutto per chi deve affrontare una pratica già complessa dal punto di vista sanitario e amministrativo.

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Quando resta obbligatorio l’iter tradizionale e dove vale la semplificazione

La procedura ordinaria non è stata cancellata. Rimane infatti obbligatoria quando il medico certifica la presenza congiunta di due elementi: una patologia cronica e progressiva, da un lato, e un rischio concreto e immediato di perdita dell’autonomia nelle attività essenziali della vita quotidiana, dall’altro. In questi casi, l’INPS continua a richiedere il passaggio successivo: la presentazione della domanda amministrativa vera e propria.

Qui entra in gioco un dettaglio fondamentale. Dopo il rilascio del certificato, il cittadino, oppure chi lo rappresenta legalmente, deve inviare la domanda telematica entro 90 giorni. Superato questo termine, la procedura rischia di decadere e va ricominciata da capo. Un aspetto da non sottovalutare, perché un ritardo può trasformarsi in un allungamento significativo dei tempi.