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Indennità ISCRO: chi ne ha diritto e quanto vale

Indennità ISCRO: chi ne ha diritto e quanto vale
Photo by moerschy – Pixabay
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La misura sostiene i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che registrano una forte riduzione del reddito, con importi mensili calcolati sull’andamento del semestrale.

Indennità ISCRO: chi ne ha diritto e quanto vale
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Nel panorama del lavoro autonomo, la stabilità economica è spesso fragile. Basta un calo improvviso del fatturato, il blocco di alcuni incarichi o una contrazione della clientela per mettere in crisi professionisti e titolari di partita IVA. Proprio per rispondere a queste situazioni, l’INPS ha confermato e aggiornato le modalità di accesso all’ISCRO, una misura che si configura come una vera rete di protezione per chi opera in autonomia e si trova ad affrontare un periodo di forte riduzione del reddito.

L’indennità, infatti, non è un aiuto generico né un bonus aperto a tutti. È un sostegno mirato, pensato per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata che svolgono abitualmente attività autonoma e che dimostrano di aver subito una perdita economica significativa. La logica è semplice: intervenire quando il reddito si assottiglia in modo evidente e il professionista rischia di restare senza un’entrata adeguata.

Chi può richiedere l’ISCRO e a chi si rivolge davvero

La platea dei beneficiari è ben delimitata. L’ISCRO è destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, purché svolgano la propria attività in modo abituale e continuativo. Non si tratta, quindi, di un sostegno esteso indiscriminatamente a tutte le categorie economiche, ma di uno strumento costruito per chi non dispone delle tutele tipiche del lavoro subordinato.

Per presentare domanda, il richiedente non deve essere titolare di pensione diretta, né risultare assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie. Un altro requisito fondamentale riguarda le altre prestazioni di sostegno al reddito: chi già percepisce indennità analoghe, oppure il precedente Assegno di Inclusione, non può accedere alla misura nello stesso momento.

Requisiti di reddito, importo dell’assegno e durata del beneficio

Uno dei punti centrali della disciplina ISCRO riguarda proprio il reddito. Per accedere all’indennità, il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda deve risultare inferiore al 50% della media dei redditi conseguiti nel triennio precedente. È una soglia severa, ma serve a certificare che la diminuzione non sia episodica, bensì tale da incidere in modo serio sulla continuità professionale.

A questo si aggiunge un limite assoluto di reddito, che non deve superare una certa soglia annua. Per l’anno in corso, il tetto è indicato intorno ai 12.000 euro, con possibili aggiornamenti legati alla rivalutazione ISTAT. Inoltre, il lavoratore deve essere in regola con i contributi previdenziali e avere la partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività oggetto della richiesta.

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Come presentare domanda all’INPS dal 20 aprile e quali controlli preparare

La data da segnare in agenda è il 20 aprile, giorno da cui sarà possibile inoltrare le domande. La procedura si svolge esclusivamente online, attraverso il portale INPS, utilizzando credenziali digitali come SPID di livello 2, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta entrati nell’area riservata, sarà necessario compilare l’apposito modulo predisposto dall’Istituto.

Prima di avviare la richiesta, conviene raccogliere tutta la documentazione utile, soprattutto le dichiarazioni dei redditi degli ultimi quattro anni. Anche se molti dati vengono acquisiti automaticamente dai sistemi INPS e fiscali, l’autocertificazione del reddito più recente resta un passaggio decisivo. Un errore, anche minimo, può rallentare l’istruttoria o addirittura compromettere l’esito della domanda.