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Il declino delle slot e l’ascesa del gioco: un cambio di rotta nel mercato italiano

Il declino delle slot e l’ascesa del gioco: un cambio di rotta nel mercato italiano
Photo by djedj – Pixabay
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Nel panorama del gioco d’azzardo italiano, si assiste a un fenomeno peculiare: mentre le tradizionali slot machine vedono un calo di popolarità, altre forme di gioco continuano a fiorire.

Il declino delle slot e l’ascesa del gioco: un cambio di rotta nel mercato italiano
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Negli ultimi anni, il settore delle slot machine ha attraversato una notevole trasformazione. Dal 2018 ad oggi, il fatturato generato dalle slot si è ridotto significativamente, passando da 48,7 miliardi a 31,5 miliardi di euro. Parallelamente, il numero di addetti nel settore è diminuito, segnalando una contrazione nel comparto tradizionale del gioco fisico.

La trasformazione della domanda

Esplorando i dati recentemente presentati al Forum 2026 da Geronimo Cardia, presidente di Acadi-Confcommercio, emerge un quadro chiaro: la domanda di gioco in realtà non si è estinta, ma si è semplicemente trasferita. “La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro,” afferma Cardia. Al centro di questa migrazione figurano la crescita delle piattaforme online e un’espansione delle offerte digitali, che sopperiscono al restringimento delle opzioni fisiche dovuto a nuove regolamentazioni.

Le restrizioni legislative in molti comuni italiani, che impongono distanze dagli “ambienti sensibili” e orari limitati per le slot, hanno spinto i giocatori a cercare alternative. Questa riduzione dell’offerta, però, non ha arrestato la crescita complessiva del settore del gioco, la cui raccolta complessiva è balzata da 106,8 miliardi a 165,4 miliardi nello stesso arco di tempo. Così, mentre il gettito fiscale complessivo derivato dal gioco è aumentato, quello specifico delle slot è sceso.

Verso un bilancio sostenibile

Il tema della sostenibilità è emerso al Forum, accompagnato dalle proposte per un riordino del sistema del gioco fisico. Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, sostiene che le imprese del gioco legale non desiderano meno regolamentazioni, ma piuttosto “regole migliori”. L’idea è di creare una “disciplina nazionale della rete fisica” che si basi su quattro pilastri fondamentali: presidio, formazione, tecnologia e prevenzione.

In questo modo, si intende garantire che il concetto di sostenibilità non si limiti solo all’ambientale, ma si estenda anche a considerazioni legali, economiche e sociali. È cruciale, infatti, che si bilancino gli interessi pubblici: tutela dell’utente, promozione della legalità, incremento delle entrate fiscali e salvaguardia dell’occupazione.

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Il futuro del gioco è online?

Con la contrazione delle slot tradizionali, il gioco d’azzardo online affiora sempre più come una promettente alternativa. Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sottolinea come la compressione del gioco fisico stia orientando parte della domanda verso il digitale. Tuttavia, questo passaggio non è privo di sfide.

La frammentazione regolativa, tra imposti distanziometri e limiti orari, complica la previsione delle condizioni operative future per i concessionari. Per questo, sarebbe fondamentale stabilire linee guida più chiare e realistiche per rimanere competitivi. La proposta di riordino attualmente in discussione include misure che tengano conto di questi aspetti e, secondo Lollobrigida, dovrebbe essere riesaminata nella prossima legislatura.

In conclusione, il futuro del gioco d’azzardo in Italia sembra essere in bilico, con un occhio al digitale e l’altro alla necessità di normative che equilibrino innovazione e tradizione. Il cambiamento è inevitabile, ma la direzione che prenderà dipenderà da come governo e operatori del settore sapranno gestire questa transizione critica.