La piattaforma GSE torna attiva con una procedura più semplice, contributi diretti via bonifico e accesso esteso a famiglie, imprese, condomini e Pubblica Amministrazione.

Dal 13 aprile 2026 torna operativa la piattaforma per presentare le richieste del Conto Termico 3.0, il meccanismo pensato per sostenere la riqualificazione energetica degli edifici. La nuova versione punta a rendere più semplice l’accesso ai contributi, ad accelerare i rimborsi e a favorire l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale.
Si tratta di un passaggio importante per chi vuole investire nell’efficienza energetica senza attendere anni per recuperare la spesa. A differenza delle classiche detrazioni fiscali, il Conto Termico non si traduce in un beneficio spalmato nel tempo, ma in un contributo diretto erogato dal GSE tramite bonifico bancario. Una differenza che, per molte famiglie e imprese, può fare davvero la differenza nella scelta di intervenire subito.
Beneficiari e principali novità del Conto Termico 3.0
La platea dei soggetti ammessi resta ampia e comprende Pubblica Amministrazione, persone fisiche, condomini e imprese. È uno degli elementi che rendono il Conto Termico particolarmente interessante, perché non si limita a una sola categoria di utenti ma abbraccia gran parte del tessuto immobiliare italiano.
Tra le novità più rilevanti c’è l’aumento delle soglie massime di contributo per alcuni interventi. Questo rende più conveniente l’installazione di soluzioni legate alle energie rinnovabili termiche e all’efficientamento degli edifici. Per le imprese, in particolare, l’incentivo può trasformarsi in un aiuto concreto per ridurre i costi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, con un impatto positivo anche sulla sostenibilità complessiva dell’attività.
Quali interventi rientrano negli incentivi
Il cuore del Conto Termico 3.0 è chiaro: sostituire gli impianti di climatizzazione invernale esistenti con soluzioni più efficienti. Non si parla quindi di nuove costruzioni, ma di interventi sul patrimonio edilizio già esistente. L’obiettivo è ridurre i consumi e accompagnare la transizione energetica in modo concreto.
Tra le tecnologie più premiate ci sono le pompe di calore, sia aria-aria sia aria-acqua. Oggi rappresentano una delle soluzioni più efficaci per abbandonare progressivamente le fonti fossili e migliorare il rendimento energetico degli edifici. Il Conto Termico 3.0 valorizza anche i sistemi ibridi e le caldaie a biomassa, a condizione che rispettino criteri molto severi sulle emissioni di particolato. È una scelta che punta non solo al risparmio energetico, ma anche alla tutela della qualità dell’aria.

Come funziona la domanda e quando arriva il contributo
Per accedere al Conto Termico 3.0 esistono due canali principali: accesso diretto e prenotazione. Il primo è il più utilizzato da privati e imprese. Va presentato entro 60 giorni dalla fine dei lavori e richiede il caricamento di fatture, prove di pagamento in genere bonifici dedicati e asseverazioni tecniche.
La seconda modalità, invece, è pensata soprattutto per la Pubblica Amministrazione e per le ESCO che operano per suo conto. In questo caso, il contributo può essere prenotato prima dell’avvio del cantiere, partendo da una diagnosi energetica e da un progetto preliminare. È un vantaggio importante, perché consente di programmare meglio l’intervento e di avere una maggiore certezza sulle risorse disponibili.
La rendicontazione resta comunque un passaggio decisivo. Oltre ai dati anagrafici e catastali, il sistema richiede la scheda tecnica dei componenti installati e, in molti casi, anche la certificazione di corretto smaltimento del vecchio generatore sostituito. Questo dettaglio non è secondario: il Conto Termico nasce proprio per incentivare la sostituzione degli impianti obsoleti, quindi dimostrare che il vecchio sistema è stato effettivamente dismesso è una condizione essenziale per ottenere il rimborso.

