Il contributo sarebbe riservato ai nuclei con redditi bassi e criteri selettivi, individuati automaticamente da Inps e Comuni. Priorità a famiglie numerose con figli, mentre resterebbero esclusi single e coppie senza bambini.

Il costante incremento dei prezzi di benzina e gasolio torna a pesare sui bilanci delle famiglie italiane, spingendo l’esecutivo a studiare contromisure urgenti per attutire l’impatto dell’inflazione energetica. La strada del taglio lineare delle accise sui carburanti è stata definitivamente accantonata per ragioni di bilancio pubblico, lasciando spazio a un piano selettivo incentrato su voucher mirati per i nuclei in condizioni di maggiore fragilità economica. Al centro della nuova strategia di welfare si colloca infatti un’estensione della Carta Dedicata a te, che potrebbe presto ospitare un contributo specifico destinato esclusivamente alle spese per il rifornimento.
Funzionamento e importo del bonus
L’indiscrezione emersa dalle stanze ministeriali delinea un piano mirato a distribuire risorse finanziarie senza gravare in modo insostenibile sulle casse dello Stato. L’ipotesi principale riguarda l’erogazione di un voucher carburante dall’importo massimo di 100 euro, accreditato in modo diretto sulla nota tessera prepagata. Questa misura eviterebbe la complessa architettura di un nuovo ammortizzatore sociale, sfruttando i canali di distribuzione già collaudati da Poste Italiane.
Le somme caricate sulla Carta Dedicata a te sarebbero strettamente vincolate e spendibili soltanto presso le stazioni di servizio aderenti alle convenzioni, garantendo una tracciabilità totale e la certezza della destinazione d’uso. Questo approccio si differenzia in modo netto dai passati sconti generalizzati, prediligendo una verticalizzazione dei flussi di denaro pubblico verso i segmenti di popolazione che manifestano un reale stato di necessità finanziaria.
Criteri di assegnazione e requisiti
L’adozione di un simile modello selettivo poggia interamente sulle attuali regole di gestione della social card. L’accesso al potenziamento non richiederà la presentazione di alcuna domanda esplicita da parte dei cittadini, poiché i beneficiari saranno individuati direttamente dall’Inps e dai Comuni incrociando le banche dati delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche. Il parametro cardine rimane un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore alla soglia dei 15.000 euro annui. Si stima che la platea complessiva possa raggiungere circa 1,2 milioni di nuclei familiari, concentrando le risorse disponibili laddove le spese per i beni di prima necessità e i trasporti incidono in modo più aggressivo sul bilancio mensile.
Priorità alle famiglie numerose
All’interno di questo perimetro, la priorità assoluta verrà garantita ai nuclei familiari più numerosi, composti da almeno tre persone. È prevista una corsia preferenziale legata alla presenza di figli minorenni o nati entro specifiche fasce anagrafiche, che rappresentano i soggetti più esposti all’aumento del costo della vita. L’incrocio automatizzato dei dati fiscali permetterà di velocizzare l’attribuzione del beneficio economico, riducendo al minimo i passaggi burocratici per i cittadini aventi diritto.
Categorie escluse dal sussidio
Se da un lato la scelta di blindare la spesa pubblica risponde a logiche di rigore economico, dall’altro la natura selettiva della misura sta già sollevando ampi dibattiti e perplessità tra gli analisti del settore. Il rischio concreto è quello di generare profonde disparità di trattamento a parità di disagio economico reale. Rimangono infatti escluse dall’erogazione tutte le famiglie mononucleari, i single, i lavoratori pendolari che vivono da soli e le giovani coppie senza figli, categorie che risentono pesantemente del caro carburante ma che non rientrano nei rigidi parametri della Carta Dedicata a te.
Inoltre, la soglia ISEE fissata a 15.000 euro crea un effetto imbuto: chi supera anche di pochissimi euro il limite stabilito si troverà a pagare il carburante a prezzo pieno, subendo l’intero carico dei rincari senza alcuna forma di paracadute statale. Questo divario rischia di penalizzare una fetta consistente di ceto medio-basso che, pur non versando in condizioni di povertà assoluta, affronta enormi sacrifici per coprire i costi degli spostamenti quotidiani legati all’attività lavorativa.

Aspetti burocratici e tempi
Il percorso legislativo per rendere operativo il bonus presenta alcune complessità tecniche che potrebbero dilatare la tempistica di effettiva disponibilità dei fondi per le famiglie. La legge di bilancio ha ridefinito lo stanziamento del fondo destinandolo in via prioritaria all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Per introdurre formalmente la voce di spesa relativa ai carburanti o per aggiungere una ricarica straordinaria una tantum, l’esecutivo dovrà varare un apposito decreto legge o un provvedimento correttivo specifico, che necessiterà poi dei consueti decreti attuativi ministeriali per definire le convenzioni con le reti di distribuzione petrolifera.
Il reperimento delle coperture finanziarie, stimate in diverse centinaia di milioni di euro, potrebbe essere parzialmente garantito dall’extragettito IVA derivante proprio dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici nelle ultime settimane. Tuttavia, l‘iter burocratico e i tempi tecnici di elaborazione delle graduatorie da parte dell’Inps suggeriscono che la misura difficilmente entrerà in vigore prima del prossimo autunno, lasciando per il momento i consumatori esposti alle attuali fluttuazioni del mercato dei carburanti.

