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Bonus Partite IVA: come chiedere 817 euro al mese

Bonus Partite IVA: come chiedere 817 euro al mese
Photo by Three_media_service – Pixabay
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Come richiedere il bonus ISCRO per Partite IVA entro il 31 ottobre. Scopri i requisiti di reddito e come inviare la domanda all’INPS.

Bonus Partite IVA: come chiedere 817 euro al mese
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Se avete una Partita IVA e gli affari non stanno andando benissimo, c’è una data che dovete assolutamente segnare sul calendario. Entro la fine del mese potete richiedere un aiuto economico mensile davvero importante per rimettervi in sesto.

Che cos’è l’ISCRO e chi può richiederlo

Questo ammortizzatore sociale si chiama ISCRO ed è diventato una misura stabile per dare una mano a chi lavora in proprio. L’assegno si rivolge in particolare ai professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che stanno affrontando un periodo di forte calo dei guadagni. La misura non è più una semplice sperimentazione ma rappresenta una vera e propria cassa integrazione per autonomi che aiuta moltissimo. Chi ottiene l’approvazione riceve un bonifico mensile che può arrivare fino a un massimo di 817,69 euro al mese durante tutto il periodo.

L’obiettivo dello Stato è garantire una continuità dei guadagni a chi non vuole chiudere la propria attività ma si trova in una momentanea situazione di forte crisi finanziaria. Per questo motivo il bonus spetta solo a chi mantiene la partita IVA attiva durante tutto il periodo di ricezione del sussidio. Esistono però delle regole precise per evitare che l’aiuto venga concesso a chi non ne ha reale bisogno. Ad esempio, non potete richiedere questo sostegno se avete già ricevuto l’indennità nei due anni precedenti alla presentazione della nuova domanda.

I requisiti economici per ottenere il sussidio

I parametri numerici da rispettare sono piuttosto rigidi e richiedono un attento controllo dei vostri passati dichiarativi dei redditi per capire se rientrate nei parametri. In particolare il vostro reddito da lavoro autonomo deve essere sceso di almeno il 30% rispetto alla media dei guadagni ottenuti nei due anni precedenti. Si tratta di una sforbiciata netta che dimostra il momento di difficoltà della vostra attività senza dubbio.

Oltre a questo crollo percentuale, c’è un tetto massimo sul reddito complessivo che non dovete assolutamente superare. L’ultimo reddito annuale dichiarato non deve infatti superare la soglia limite di 12.749,18 euro per poter accedere alla misura. L’importo che vi verrà pagato mensilmente non è fisso per tutti ma viene calcolato in base alla vostra specifica situazione fiscale. Riceverete esattamente il 15% della media dei redditi che avete dichiarato nel biennio precedente alla crisi.

La legge fissa comunque una tutela per evitare cifre troppo basse stabilendo che l’assegno non può scendere sotto i 255,53 euro mensili di base. Questo garantisce una base minima di sopravvivenza per moltissimi autonomi in difficoltà in Italia.

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Come presentare la domanda entro la scadenza

Per ricevere i soldi dovete muovervi in fretta perché la scadenza per l’invio della pratica è fissata ufficialmente al 31 ottobre di quest’anno senza proroghe. Il canale da utilizzare è esclusivamente quello telematico messo a disposizione sul portale web dell’INPS direttamente. Dovrete accedere alla vostra area riservata sul sito dell’istituto previdenziale utilizzando le vostre credenziali digitali come lo SPID o la CIE senza problemi. Una volta dentro dovrete cercare la sezione dedicata all’indennità straordinaria e compilare tutti i campi richiesti.

La procedura richiede anche un passaggio obbligatorio che serve a favorire il vostro reinserimento nel mercato del lavoro attivo. Dovrete infatti iscrivervi alla piattaforma tecnologica SIISL gestita dal ministero per avviare il vostro percorso personalizzato. Questo sistema serve a incrociare i dati e ad attivare corsi di aggiornamento professionale gratuiti per i lavoratori in difficoltà. Partecipare a queste attività didattiche è un obbligo di legge per mantenere il diritto a ricevere il bonus ogni mese. Chi decide di fare il furbo o non si presenta ai corsi obbligatori rischia sanzioni molto pesanti da parte delle autorità di controllo. L’INPS può infatti revocare immediatamente il sussidio e pretendere la restituzione dei soldi già versati sul conto corrente.