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Bonus Nido 2026: novità INPS e guida ai rimborsi

Bonus Nido 2026: novità INPS e guida ai rimborsi
Photo by Alexas_Fotos – Pixabay
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Il bonus nido 2026 torna al centro delle politiche di sostegno alle famiglie. Con l’apertura delle domande prevista ad aprile sul portale INPS, migliaia di genitori potranno richiedere il contributo per coprire le rette degli asili nido e ottenere rimborsi mensili proporzionati all’ISEE.

Bonus Nido 2026: novità INPS e guida ai rimborsi
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Nel 2026 il bonus nido continua a rappresentare uno degli strumenti principali di sostegno alla genitorialità. Il contributo è destinato alle famiglie con figli da 0 a 3 anni iscritti a asili nido pubblici o privati autorizzati, con l’obiettivo di alleggerire il peso delle rette in un periodo segnato dall’aumento del costo della vita. L’agevolazione è accessibile a tutte le famiglie, ma l’importo del rimborso varia in base all’ISEE minorenni. Il beneficio spetta anche ai bambini che compiono tre anni durante l’anno solare di riferimento.

Accanto al contributo per la frequenza del nido esiste anche una forma di supporto domiciliare. È prevista per i bambini affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza della struttura educativa. In questo caso il sostegno economico serve a coprire l’assistenza direttamente a casa.

Importi del contributo in base all’ISEE

Gli importi del bonus nido 2026 restano suddivisi in tre fasce di reddito, calcolate sull’ISEE e distribuite in undici mensilità.

Le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro possono ricevere fino a 3.000 euro annui, pari a circa 272,72 euro al mese. È la quota più alta e consente spesso di coprire gran parte della retta di un asilo nido comunale o convenzionato.

Per chi rientra nella fascia ISEE tra 25.001 e 40.000 euro, il contributo scende a 2.500 euro annui, circa 227,27 euro mensili. Chi supera i 40.000 euro di ISEE, oppure presenta domanda senza certificazione, può ottenere 1.500 euro l’anno, cioè 136,37 euro al mese. In ogni caso il rimborso non può mai superare la spesa effettivamente sostenuta per la singola mensilità.

La maggiorazione per i nuovi nati

Negli ultimi anni è stato introdotto anche il cosiddetto bonus nido rafforzato, pensato per sostenere le famiglie con più figli.

La misura riguarda i nuclei in cui nasce un secondo figlio dal 1° gennaio 2024, a condizione che sia già presente un altro figlio sotto i 10 anni e che l’ISEE familiare non superi 40.000 euro.

In questa situazione il contributo può arrivare fino a 3.600 euro annui per il nuovo nato. Una cifra più consistente che punta a ridurre il peso delle spese educative nei primi anni di vita e a sostenere la natalità.

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Domande, scadenze e documenti per i rimborsi

Il mese di aprile 2026 rappresenta il momento chiave per presentare la domanda bonus nido. L’INPS aggiorna infatti il proprio portale per consentire l’invio delle richieste o il completamento delle istanze già inserite.

La procedura è interamente online e richiede l’accesso con SPID, CIE o CNS, oppure l’assistenza di un patronato. L’apertura delle domande permette anche di recuperare eventuali arretrati relativi ai primi mesi dell’anno. Per ricevere il rimborso mensile, però, è necessario caricare ogni mese le ricevute di pagamento della retta. I documenti devono indicare chiaramente il codice fiscale del genitore, quello del bambino, il mese di riferimento e i dati della struttura educativa. Conservare con attenzione queste ricevute è fondamentale: l’INPS effettua controlli prima di autorizzare il bonifico. Caricare i documenti mese per mese permette di ottenere i pagamenti con maggiore regolarità e di evitare lunghi anticipi di spesa.