Il contributo per viaggi d’istruzione e uscite didattiche cresce fino a 150 euro per studente, con domanda online su Piattaforma Unica e fondi assegnati fino a esaurimento.

L’uscita didattica, per molti studenti, non è solo una giornata fuori dall’aula. È un’occasione per imparare in modo diverso, conoscere luoghi nuovi, consolidare i rapporti con i compagni e vedere da vicino ciò che sui libri resta astratto. Negli ultimi anni, però, l’aumento dei costi legati ai trasporti, agli ingressi e ai servizi turistici ha reso queste esperienze più difficili da sostenere per tante famiglie.
Da qui la decisione del Governo di rafforzare una misura pensata proprio per evitare esclusioni e garantire un accesso più equo alle attività scolastiche fuori sede. La novità più rilevante riguarda l’innalzamento del limite economico: ora il bonus gita scolastica può essere richiesto da chi ha un ISEE fino a 15.000 euro. Un cambiamento importante, che allarga la platea anche a molti nuclei del ceto medio e rende il contributo più vicino alle esigenze reali di chi fatica a sostenere queste spese.
ISEE più alto e platea più ampia: chi può richiedere il bonus gita
La misura si rivolge agli studenti iscritti alle scuole statali secondarie di primo e secondo grado. In pratica, parliamo di ragazzi e ragazze che frequentano medie e superiori e che partecipano a viaggi di istruzione, visite guidate o altre attività organizzate dall’istituto.
Il punto centrale della riforma è chiaro: il viaggio scolastico non va considerato come un semplice extra, ma come parte integrante del percorso formativo. E allora perché dovrebbe dipendere esclusivamente dalla disponibilità economica della famiglia? È proprio questa la logica che ha spinto il Ministero ad ampliare i criteri di accesso, così da non lasciare indietro chi rischierebbe di rinunciare a un’esperienza importante per ragioni economiche.
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda il ruolo delle scuole. Gli istituti diventano il punto di raccordo tra famiglie e amministrazione, gestendo la pratica e assicurando che il fondo venga assegnato correttamente. È un passaggio essenziale, perché semplifica il percorso e riduce il rischio che qualcuno rinunci solo per mancanza di informazioni o per difficoltà burocratiche.
Quanto vale il contributo e come viene erogato
Il bonus gita scolastica può arrivare fino a 150 euro per studente. Non si tratta di una cifra simbolica: per molte famiglie, soprattutto in un periodo segnato dall’inflazione, può fare davvero la differenza tra partecipare o restare a casa. Il contributo è destinato esclusivamente a coprire, in tutto o in parte, le spese legate ai viaggi di istruzione o alle visite didattiche promosse dalla scuola. Non viene consegnato in contanti ai genitori, ma segue una procedura amministrativa precisa, gestita attraverso i canali ufficiali dell’istituto.
Le modalità di fruizione sono sostanzialmente due. In alcuni casi, il beneficio si traduce in uno sconto diretto sul costo della gita applicato dalla scuola. In altri, invece, la famiglia paga inizialmente la quota e riceve poi un rimborso successivo. Questa doppia possibilità consente di adattarsi alle diverse organizzazioni scolastiche e ai tempi di gestione delle singole iniziative.

Piattaforma Unica, domanda online e fondi disponibili
Per richiedere il bonus, il Ministero ha scelto di affidarsi alla Piattaforma Unica, il portale digitale che raccoglie diversi servizi dedicati al mondo della scuola. Le famiglie interessate devono entrare nell’area riservata utilizzando credenziali come SPID, CIE o eIDAS, quindi accedere alla sezione dedicata alle agevolazioni economiche.
Uno degli elementi più utili del sistema è l’interconnessione automatica con le banche dati dell’INPS. In questo modo viene verificato in tempo reale se l’ISEE è valido e se rientra nella soglia prevista, cioè sotto i 15.000 euro. Il vantaggio è evidente: meno errori, meno passaggi manuali e tempi più rapidi nella gestione della domanda. Una volta confermata la spettanza del contributo, la scuola riceve la comunicazione relativa ai fondi assegnati allo studente e può procedere con gli adempimenti interni.
In prospettiva, il bonus non aiuta soltanto i singoli nuclei familiari. Ha anche un effetto positivo sulla vita scolastica nel suo complesso. Quando più studenti possono partecipare, le scuole riescono a programmare attività più complete, inclusive e culturalmente ricche. E soprattutto si evita che il costo diventi un criterio di selezione implicito, separando chi può permetterselo da chi no.

