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Archiovio di tags di sviluppo

Istituzioni pubbliche e industrializzazione
Introduzione La crescita economica del XIX secolo, pur basandosi in gran parte sullo spirito d’iniziativa dei singoli individui, ebbe tra i suoi attori anche lo stato e le collettività locali. Paesi a forte autonomia locale, come ad esempio la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, si affidarono maggiormente allo spirito d’intrapresa; i grandi paesi dove da tempo si erano sviluppati più potenti apparati statali, come la Francia o la Prussia, videro lo Stato intervenire in maniera più articolata; le nazioni che invece cominciarono più tardi il loro sviluppo, quali la Russia zarista (o il Giappone) ebbero nello stato un essenziale agente ...leggi tutto»
Il metodo leader
Introduzione Leader rappresenta un approccio sperimentale per lo sviluppo e la valorizzazione delle aree rurali.  Esso infatti è il programma che è intervenuto per la prima volta nelle aree rurali proponendo un approccio allo sviluppo più complesso e intervenendo, soprattutto con azioni immateriali e pilota, sulla realtà sociale ed economica delle aree in questione. Nel corso degli anni l’iniziativa Leader è andata al di là delle sperimentazioni legate all’intervento comunitario  ha messo a punto un metodo di intervento volto a rompere l’isolamento delle aree rurali attraverso un insieme di strumenti che favoriscono lo scambio di idee, di know how e di ...leggi tutto»
Le politiche del lavoro e dello sviluppo
Introduzione Sebbene tradizionalmente l’aumento dell’occupazione venga considerato come uno dei quattro obiettivi classici della politica economica (unitamente a quello della crescita del reddito, della stabilità monetaria, e dell’equilibrio dei conti con l’estero), la sua relazione con l’obiettivo della crescita non è chiaramente definita. Ancor più questa relazione rimane indefinita quando si pone all’interno di politiche che abbiano lo specifico obiettivo dello sviluppo, considerato sia sotto il profilo locale che sotto profili più estesi. Dal punto di vista teorico la relazione potrebbe essere interpretata in termini di dilemma tra due alternative opposte. La prima è che l’obbiettivo delle politiche di sviluppo sia costituito dalla ...leggi tutto»
Lo sviluppo della COMIT fino ai nostri giorni
Introduzione Fedele a una tradizionale linea di attività, la Banca Commerciale Italiana presta, tra il 1945 e il 1948, i propri servizi per il collocamento degli aumenti di capitale di ben 67 importanti società. Si tratta sostanzialmente di quelle con cui aveva intrattenuto fitti rapporti di affari nei decenni precedenti (tra esse figurano la Fiat, Edison, Montecatini, Sip e l’Ilva). Il ritorno al mercato da parte delle imprese si traduce anche in nuovi collocamenti di prestiti obbligazionari per i quali la banca offre la propria assistenza. Alle esigenze della raccolta si fa fronte con un programma di apertura di nuove filiali ...leggi tutto»
Storia della Banca Commerciale Italiana (COMIT)
La fondazione La Banca Commerciale Italiana viene fondata a Milano il 10 ottobre 1894. Nata come società per azioni, ha un capitale iniziale di 20 milioni di lire del quale si prevede un aumento sino a 50 milioni. I sottoscrittori sono tutti stranieri, tranne il conte Alfonso Sanseverino-Vimercati, nominato presidente, che sottoscrive 100.000 lire. I tre quarti del capitale sono detenuti in parti uguali da sei grandi banche tedesche: il resto viene invece assunto da istituti austriaci e della Svizzera. A dirigere la Banca Commerciale sono chiamati Otto Joel, il quale aveva partecipato discretamente al progetto sin dal suo inizio, e ...leggi tutto»
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