Lo sviluppo capitalista dell’industria

Scritto da: Ferdinando Merisi - Categoria: Storia

Introduzione

Nel corso del XIX secolo, il modo di produzione capitalista si sviluppa soprattutto sul modello dell’industria meccanizzata. Le fabbriche tendono a moltiplicarsi in Inghilterra, dove sono nate alla fine del XVIII secolo, ma anche in paesi come il Belgio, la Francia, la Svizzera, la Germania e gli Stati Uniti; la loro crescita è particolarmente marcata nei cosiddetti settori “trainanti” dell’epoca, vale a dire quello tessile e quello metallurgico. Vecchi proprietari di manifatture o commercianti, ma anche figli di artigiani, di capireparto, divengono dei veri e propri imprenditori e fanno lavorare, con l’intento di ricavare il massimo profitto, la manodopera resa disponibile dalla trasformazione sociale delle campagne o dall’immigrazione. In tali condizioni di miseria e di oppressione insostenibile si costituiscono i primi nuclei della classe operaia. Questo processo è la normale prosecuzione di quello avviatosi in Inghilterra nel secolo precedente, ma con una netta accelerazione, ravvisabile nell’aumento del tasso di crescita annuale dell’industria mondiale.

 

La crescita del capitalismo britannico

L’industrializzazione su scala mondiale si attuò in tre grandi fasi successive; la prima va dal 1780 al 1880, la seconda dal 1880 al 1950, mentre la terza è tutt’oggi in corso. Ogni fase viene a caratterizzarsi per una particolare estensione, al contempo settoriale (legata cioè al tipo di industria) e geografica (regionale e nazionale). Per il periodo 1780-1880, tre settori ebbero un certo peso, un tasso di crescita e un effetto tali da poter essere definiti come trainanti: si tratta delle industrie del cotone, della ghisa e delle rotaie ferroviarie, il cui sviluppo fu più precoce e marcato in Gran Bretagna che altrove. Il volume delle merci prodotte aumenta fortemente: tutto ciò grazie soprattutto all’utilizzo della forza motrice dell’acqua e dei motori a vapore, i quali permettono alla produzione meccanizzata di rendere a pieno, e al lavoro di una manodopera abbondante, priva di protezioni e poco costosa. La crescita del capitalismo britannico è schiacciante durante tutta la prima metà del secolo e resta notevole anche dopo il 1850, sebbene si riduca in alcuni settori. In Inghilterra e, con ritardo, in Francia e Germania, questa evoluzione prolunga, accentuandolo e accelerandolo, il processo avviatosi nel XVIII secolo; negli Stati Uniti, l’indipendenza nazionale ha aperto una nuova fase e l’industria manifatturiera nascente ha potuto beneficiare delle difficoltà incontrate dai produttori e dai commercianti europei durante il periodo delle guerre di inizio secolo.

 

Una nuova struttura di classe

Le cifre globali permettono di cogliere i movimenti di fondo: sviluppo dell’occupazione industriale, urbanizzazione, diffusione del lavoro salariato.

In tutti questi ambiti, la trasformazione più netta avviene in Gran Bretagna. Eppure durante questo periodo, sempre in Gran Bretagna la popolazione attiva impiegata nell’agricoltura non diminuisce, nonostante il rapido aumento degli occupati nell’industria. Sebbene il numero degli occupati nel settore agricolo resti stabile, le campagne inglesi costituiscono una fonte importante di manodopera per l’industria: con l’esodo rurale, a cui va aggiunto il flusso degli artigiani impoveriti, la spinta demografica provoca la formazione di una massa di manodopera indigente e disponibile che alimenta al contempo la formazione della classe operaia inglese e l’emigrazione dal paese. Le carestie sono particolarmente gravi in Irlanda. Questa massa di persone si trasferisce nelle città dove si sviluppano le attività industriali e in cui si ammassano i lavoratori dell’industria: dal momento che accompagna l’industrializzazione capitalista, in Gran Bretagna l’urbanizzazione è davvero precoce. A testimonianza di ciò vi è il fatto che nel 1851, in territorio britannico, ben dieci città superano i 100.000 abitanti; Londra raggiunge e supera i 2 milioni, Manchester supera i 400.000, Glasgow e Birmingham si attestano tra i 200.000 e i 300.000 abitanti.

 

Eterogeneità della classe operaia

A metà del secolo, il sistema industriale inglese presenta una notevole diversificazione. Vi troviamo l’antico sistema, con l’artigianato, il lavoro a domicilio, la manifattura e le workhouses, ma anche la fabbrica, comparsa alla fine del XVIII secolo; nella tessitura del cotone, per esempio, la lavorazione a mano resta predominante fino al 1829-1831. Si sviluppa così il cosiddetto “factory system” (sistema della fabbrica), con fabbriche di dimensioni sempre più grandi; ma al contempo si diffonde lo “sweating system” (sistema del sudore), nuova forma di lavoro a domicilio. Partendo da una forza motrice, l’acqua o la macchina a vapore, la fabbrica crea un sistema di macchine che è servito da una manodopera composta da donne e bambini. Il grande principio della manifattura dell’epoca è la riduzione del lavoro degli operai, grazie all’unione del capitale e della scienza. In apparenza, lo sweating system ricalca il modello del lavoro a domicilio: un imprenditore assegna l’esecuzione di lavori a famiglie povere. Tuttavia, esso si sviluppa come prosecuzione del lavoro di fabbrica, in particolare nell’industria dell’abbigliamento e della calzatura. Tali lavoratori ricevono periodicamente il materiale che viene preparato in fabbrica e devono eseguire una determinata lavorazione (confezionamento, cucitura, rifinitura). La remunerazione è a cottimo, il che permette di costringere i lavoratori a orari interminabili, attraverso la diffusione di tariffe assai basse.

 

 

 

SIMONE RICCI

Ti consigliamo di leggere anche:

You must be logged in to post a comment.

Casa benessere decorare moda musica mamma matrimonio desainer geek telefonia melablog telefonia idea regalo download tecnologia internet e tecnologia giochi videogiochi viaggi cinema sport libri scuola auto blog burraco lavoro finanza Borsa soldi finanza prestiti streaming misteri grafica grafica tagbulb news
I NOSTRI AMICI
GALLERY
PANNELLO ADMIN
Login
ARCHIVIO
  • 2012
  • 2011
  • 2010
  • 2009
  • 2008
  • CANALE VIDEO