Il nuovo modello demografico dell’800
Introduzione
Perni della nuova demografia europea sviluppatasi a partire dalla rivoluzione industriale furono la caduta della mortalità e la contrazione del tasso di natalità. Il regime a fecondità media e alta mortalità che aveva caratterizzato lo sviluppo demografico dell’Europa pre-industriale fu dunque sostituito da un regime caratterizzato dalla drastica riduzione di entrambi i parametri. Sul breve periodo si produsse comunque una crescita impetuosa, dovuta al calo della mortalità più che all’aumento della fecondità. In una seconda fase, la fertilità declinò in misura vistosa e il successivo aumento della popolazione non dipese dal maggior numero di nascite, ma essenzialmente dal crescente allungamento della vita. Il complesso di fenomeni mette in relazione variabili demografiche, indicatori economici e contesto sociale.
L’evolversi del nuovo modello
Le componenti del saldo demografico, mortalità e natalità, mutarono strutturalmente. In primo luogo, andarono sempre più scomparendo le grandi crisi di mortalità caratteristiche del periodo pre-industriale per effetto combinato di due elementi: la scomparsa delle grandi epidemie e la diminuzione dei cicli di carestia, i quali in precedenza avevano contraddistinto l’andamento della produzione agricola. Le difese immunitarie degli organismi umani aumentarono grazie all’effetto combinato dei miglioramenti alimentari e di quelli igienici. L’igiene pubblica infatti fece notevoli progressi con i lavori di risanamento e modernizzazione urbana, cui si cominciavano ad applicare le nuove tecnologie industriali, lavori che ridussero la presenza di fattori nocivi alla salute nelle città (sistemazione e ammodernamenti delle fognature, eliminazione delle cloache, ampliamento delle strade…). Le epidemie facevano meno vittime e diventavano meno frequenti, anche se non sparirono del tutto né rapidamente, come dimostrò il colera europeo degli anni Trenta.
I cambiamenti del XIX secolo
Il XIX secolo segnò un cambiamento fondamentale: né la fecondità, né la mortalità delle popolazioni europee dipendevano più dalle disponibilità alimentari. Tra popolazione e risorse il feedback divenne positivo. Nell’Inghilterra tra ‘700 e ‘800 l’aumento della popolazione accelerò l’ammodernamento dei modi di produzione agricola, che avrebbe permesso di soddisfare la domanda aggiuntiva di risorse. Incremento demografico e innovazioni tecnologiche andarono di pari passo; la rivoluzione agricola già avviata con rotazioni più efficienti, allevamento e concimi, fece fare un balzo alla redditività della terra permettendo di produrre di più con un minor numero di addetti. Si riuscì così sia a soddisfare i nuovi bisogni sia, dato l’incremento della produttività, a liberare una certa quota di lavoratori agricoli a vantaggio delle attività industriali e commerciali urbane. Rivoluzione agricola e rivoluzione industriale consentirono di migliorare in quantità e qualità l’alimentazione. La rivoluzione dei trasporti e il progressivo allargamento dei mercati ruppero l’isolamento di molti territori e limitarono gli effetti delle crisi di sussistenza; le cadute produttive potevano essere compensate dalle importazioni.
SIMONE RICCI




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Data: 26 febbraio 2010



