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	<title>BorsaeDintorni.it&#187; Storia</title>
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	<description>Notizie ed approfondimenti su borsa, economia, finanza e fisco...</description>
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		<title>Aspetti dell'economia medievale</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 11:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
In un’economia prevalentemente agricola, come quella del Medioevo, il commercio aveva un ruolo assolutamente preponderante e dinamico. <strong>La conseguenza più importante delle scoperte geografiche fu sicuramente lo spostamento dell’asse dei traffici commerciali: Spagna e Portogallo si affermano nella rotta dell’Oceano Indiano e insidiano quindi il ruolo di Venezia e delle altre città marinare</strong>. Sono proprio queste ultime a cessare di essere le principali protagoniste dei traffici commerciali; la<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/aspetti-delleconomia-medievale/">Aspetti dell'economia medievale </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Altri cenni sull'economia fascista</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[ventennio]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Ancora sul periodo 1922-1925</strong> 
 
Nell’industria tessile riesce ad affermarsi una nuova produzione che conta molto sulle importazioni di seta artificiale. <strong>Nel periodo 1922-1925 l’Italia diventa la seconda produttrice di questo tipo di seta dopo gli Stati Uniti: la Snia Viscosa assume i contorni di una grande concentrazione industriale nel tessile e in questa fase viene incentivata in modo generoso</strong>. Per quel che riguarda invece l’industria automobilistica, la Fiat è<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/altri-cenni-sulleconomia-fascista/">Altri cenni sull'economia fascista </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>L'economia italiana durante il fascismo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[ventennio]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Gli ultimissimi anni che precedono l’avvento del Fascismo in Italia si caratterizzano, in economia, per una certezza: i tentativi di scalata bancaria si rivelano infatti spesso dei veri e propri fallimenti. <strong>È la Banca d’Italia a intervenire in favore dell’Ansaldo nel 1920-1921, un intervento che provoca un forte inasprimento dell’inflazione, con l’Italia che tenta di finanziare il costo della conflitto bellico appena terminato con emissioni cartacee nell’immediato dopoguerra</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/leconomia-italiana-durante-il-fascismo/">L'economia italiana durante il fascismo</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>La ricostruzione economica postbellica</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bretton woods]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[II guerra mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Gli orrori e le distruzioni della seconda guerra mondiale superarono abbondantemente quelli della prima. Viceversa, l’instabilità e la crisi dell’economia mondiale del periodo compreso tra le due guerre non ebbero nessuna eco nel secondo dopoguerra. <strong>Giusto all’opposto, dopo una veloce ricostruzione economica, il mondo, e non solo l’Occidente, si vide spronato alla maggiore crescita economica mai sperimentata</strong>. Com’è possibile che le conseguenze della seconda guerra mondiale fossero tanto<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/la-ricostruzione-economica-postbellica/">La ricostruzione economica postbellica</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>L'economia europea nel II dopoguerra</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[piano marshall]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
I primi due anni del dopoguerra furono dominati, in un primo momento, dalla politica degli aiuti umanitari. Bisognava soccorrere decine di milioni di feriti, prigionieri e dispersi, città devastate e nazioni disorganizzate. <strong>Le nuove amministrazioni nei territori liberati dal controllo nazista, con l’aiuto degli eserciti alleati e dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Aiuto e la Ripresa (conosciuta anche con l’acronimo Unrra, United Nations Relief and Rehabilitation Administration), concentrarono</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/leconomia-europea-nel-ii-dopoguerra/">L'economia europea nel II dopoguerra</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Imprenditori e imprese durante l'industrializzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Il vero e proprio motore del sistema capitalistico è l’imprenditore, cioè l’individuo o gli individui associati tra loro in possesso dei mezzi di produzione – macchine e fabbriche (capitale fisso), materie prime, stock, risorse finanziarie (capitale circolante) – in grado di realizzare dei prodotti. <strong>È l’imprenditore che organizza la produzione, che prende la decisione di investire per innovare una tecnologia, un prodotto o una modalità organizzativa della produzione</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/imprenditori-e-imprese-durante-lindustrializzazione/">Imprenditori e imprese durante l'industrializzazione</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Istituzioni pubbliche e industrializzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
La crescita economica del XIX secolo, pur basandosi in gran parte sullo spirito d’iniziativa dei singoli individui, ebbe tra i suoi attori anche lo stato e le collettività locali. <strong>Paesi a forte autonomia locale, come ad esempio la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, si affidarono maggiormente allo spirito d’intrapresa; i grandi paesi dove da tempo si erano sviluppati più potenti apparati statali, come la Francia o la</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/istituzioni-pubbliche-e-industrializzazione/">Istituzioni pubbliche e industrializzazione </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Gli attori dell'industrializzazione: le banche</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="center"><strong> </strong></p> 
 
<strong>Introduzione</strong> 
 
All’inizio della rivoluzione industriale, le banche ebbero un ruolo piuttosto debole e marginale. Nella prima metà del XIX secolo, infatti, esse finanziarono soprattutto il commercio internazionale e il collocamento dei prestiti governativi. <strong>Il sistema bancario si fondava sostanzialmente sulle banche centrali (in particolare la Banca d’Inghilterra e la Banca di Francia) e su alcune banche di stampo privato</strong>. Le prime, le quali erano controllate da<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/gli-attori-dellindustrializzazione-le-banche/">Gli attori dell'industrializzazione: le banche</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>American System of manufacturing</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione industriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="center"><strong> </strong></p> 
 
<strong>Introduzione</strong> 
 
Il processo di industrializzazione europea e internazionale per quel che concerne il XIX secolo e le conseguenti “rivoluzioni industriali” furono resi possibili anche e soprattutto dagli importanti e innovativi progressi che furono realizzati in parallelo e in conseguenza a questi specifici sviluppi nel settore delle macchine utensili (<strong>come lo erano, ad esempio, i torni, le frese, le mole, le lime, le smerigliatrici e le rettificatrici</strong>)<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/american-system-of-manufacturing/">American System of manufacturing</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Il nuovo modello demografico dell'800</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[1800]]></category>
		<category><![CDATA[demografia]]></category>
		<category><![CDATA[modello]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Perni della nuova demografia europea sviluppatasi a partire dalla rivoluzione industriale furono la caduta della mortalità e la contrazione del tasso di natalità. <strong>Il regime a fecondità media e alta mortalità che aveva caratterizzato lo sviluppo demografico dell’Europa pre-industriale fu dunque sostituito da un regime caratterizzato dalla drastica riduzione di entrambi i parametri</strong>. Sul breve periodo si produsse comunque una crescita impetuosa, dovuta al calo della mortalità più<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/il-nuovo-modello-demografico-dell800/">Il nuovo modello demografico dell'800</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Crescita e trasformazione dell'economia</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[juglar]]></category>
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		<category><![CDATA[shumpeter]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Cicli, fluttuazioni</strong> 
 
La crescita in economia non è mai stata del tutto lineare. Essa è stata anzi contraddistinta da variazioni momentanee o fluttuazioni riguardanti in genere brevi periodi, che costituiscono l’essenza della congiuntura senza che le strutture siano profondamente modificate. Sulle cause delle crisi e sui modi per evitarle sono state formulate innumerevoli teorie: e alla storia si è fatto continuo ricorso alla ricerca di regolarità empiriche nella durata<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/crescita-e-trasformazione-dell-economia/">Crescita e trasformazione dell'economia</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Le unità di analisi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[path dependence]]></category>
		<category><![CDATA[pollard]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Pollard e la regione economica</strong> 
 
A partire dagli anni Settanta, un numero crescente di storici esprimeva insoddisfazione nei confronti di sequenze di tipo deterministico, di modelli di interpretazione univoci e lineari. Cresceva dunque l’esigenza di una più larga ed approfondita comparazione delle caratteristiche peculiari di ciascun caso. Si poneva però il problema dell’unità di base dell’analisi e del confronto. <strong>Se l’unità di analisi comunemente assunta dagli storici era stata</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/le-unita-di-analisi/">Le unità di analisi</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Le teorie della storia economica</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[rostov]]></category>
		<category><![CDATA[stadi]]></category>
		<category><![CDATA[take off]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Gli stadi di Rostov</strong> 
 
Nello studio delle fasi e delle dinamiche dello sviluppo si è passati da una prospettiva di integrale imitazione del modello inglese alla verifica di importanti differenze per le quali si è cercato di fornire delle spiegazioni generalizzanti. L’intento era quello di trovare un comune denominatore ai cambiamenti economici dell’Europa contemporanea, analizzandoli in maniera comparativa, mostrando come nessuna nazione potesse considerarsi un caso unico, ma rientrasse<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/le-teorie-della-storia-economica/">Le teorie della storia economica </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Uno sguardo sul passato: L'Italia verso la moneta unica</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 08:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[ecu]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<category><![CDATA[moneta]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Il Sistema Monetario Europeo era stato inteso fin dalla sua istituzione come un passo preliminare verso la creazione di uno spazio monetario pienamente integrato, dotato di una moneta unica europea; per questa ragione, il trattato istitutivo dello Sme aveva posto come obiettivi non soltanto la stabilità dei cambi, ma anche la piena mobilità dei capitali e quindi l’integrazione finanziaria completa. <strong>Il passaggio dallo Sme, istituito nel 1978 (l’adesione</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/uno-sguardo-sul-passato-litalia-verso-la-moneta-unica/">Uno sguardo sul passato: L'Italia verso la moneta unica</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Lo sviluppo capitalista dell'industria</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[gran bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione industriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Nel corso del XIX secolo, il modo di produzione capitalista si sviluppa soprattutto sul modello dell’industria meccanizzata. Le fabbriche tendono a moltiplicarsi in Inghilterra, dove sono nate alla fine del XVIII secolo, ma anche in paesi come il Belgio, la Francia, la Svizzera, la Germania e gli Stati Uniti; <strong>la loro crescita è particolarmente marcata nei cosiddetti settori “trainanti” dell’epoca, vale a dire quello tessile e quello metallurgico</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/lo-sviluppo-capitalistico-industria/">Lo sviluppo capitalista dell'industria</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Il miracolo economico italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
<strong>Col termine “miracolo economico”, si è soliti parlare di un preciso periodo di sviluppo economico e finanziario che ha contraddistinto l’Italia nel secondo dopoguerra: per la precisione, il veloce sviluppo che ebbe luogo nel nostro paese tra il 1955 e il 1963 fu contrassegnato da elementi profondamente contraddittori, tanto da apparire ai più come uno sviluppo dalle due facce</strong>. In quegli anni, l’economia italiana fu in grado di<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/il-miracolo-economico-italiano/">Il miracolo economico italiano</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>John Maynard Keynes</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[new deal]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
A causa delle pressione incessante degli eventi sulle idee economiche e dell’influenza dominante della Grande Depressione, gli anni Trenta del XX secolo furono il decennio più innovativo. Nel 1936, il quarto anno del New Deal rooseveltiano, dopo una ripresa che risultò poi essere molto provvisoria, le spese personali erano ancora basse. <strong>Nel 1937 ci fu un altro forte crollo borsistico negli Stati Uniti e si cominciò allora a</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/john-maynard-keynes/">John Maynard Keynes</a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>L'exscursus del Federalismo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Come è stato evidente, ripercorrendo il pensiero di molti teorici e politici degli scorsi due secoli, Carlo Cattaneo non è stato assolutamente una voce isolata in fatto di tematiche federaliste. Cattaneo rappresenta di sicuro un anello importante di una grande tradizione nella quale si ritrovano il grande liberalismo, il miglior socialismo di stampo non marxista e la grande tradizione cattolico-liberale. <strong>Una lunga catena che, se lo vogliamo, possiamo</strong><br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/lexscursus-del-federalismo/">L'exscursus del Federalismo </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>La grande austerity</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
<strong>2 dicembre 1973</strong>: è questa la data che rappresenta il <strong>punto di inizio della prima domenica di austerity per gli italiani</strong> (già da allora si utilizzò il termine anglosassone, in quanto il nostro “austerità” suonava come troppo autarchico). Tutti a piedi o in bicicletta per decreto, e tutto a seguito della devastante crisi petrolifera internazionale che si era scatenata proprio nel corso di quell’anno. In realtà, si trattò<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/la-grande-austerity/">La grande austerity </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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		<title>Il federalismo fiscale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 15:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Merisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[adenauer]]></category>
		<category><![CDATA[cattaneo]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[jacini]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Introduzione</strong> 
 
Carlo Cattaneo (1801-1869), patriota e filosofo, viene considerato a ragione il padre del federalismo su modello confederale. <strong>Secondo la sua teoria, salvo le grandi funzioni (difesa, moneta, commercio internazionale e politica estera) attribuite allo Stato, tutte le altre attività devono essere svolte e finanziate direttamente dai governi locali: il costo viene in questo caso sostenuto dai cittadini tramite le imposte locali</strong>. Se fosse comunque ancora in vita, avrebbe<br /><p>Articolo completo: <strong><a href="http://www.borsaedintorni.it/storia-economica/il-federalismo-fiscale/">Il federalismo fiscale </a></strong> dal blog <a href="http://www.borsaedintorni.it">Borsa e Dintorni</a></p>]]></description>
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