L’ obiettivo dell’ Anci è molto ambizioso, visto che l’ associazione dei comuni italiani vorrebbe salvaguardare tutti i comuni, e fare in modo che nessuno dei municipi con più di 5000 abitanti perda più dello 0,26 per cento , considerando naturalmente tutti i tagli previsti ed i minori trasferimenti erariali previsti dal federalismo fiscale.
Sarà infatti una clausola di salvaguardia a permettere a tutti i comuni più piccoli di non avere ripercussioni sul bilancio, anche perché chi non ha patrimonio immobiliare, difficilmente potrebbe fare fronte alle spese correnti. La nuova fiscalità prevista dal federalismo fiscale per il 2011, in attesa dei fabbisogni e del definitivo decollo
dell’associazionismo comunale, poggerà su due pilastri che dovranno tra loro compenetrarsi in modo da non generare troppe sperequazioni sul territorio: compartecipazione Iva e fondo di riequilibrio, questo finanziato dal 30% dei tributi immobiliari devoluti e da una fetta (21,6% nel 2011 e 21,7% nel 2012) della cedolare secca sugli affitti. E’ questo l’ obiettivo che i comuni ed il governo tenteranno di raggiungere entro il 30 giugno in modo magari da avvantaggiare i comuni più piccoli. Quindi i 2,9 miliardi di euro previsti dal fondo di compartecipazione saranno sicuramente appannaggio dei comuni maggiormente penalizzati, ma si attendono lumi sul calcolo che dovrebbe destinare i diversi finanziamenti alle varie municipalità. Il primo vincolo dovrebbe essere quello di lasciare sul territorio una quota dei tributi devoluti, mentre un secondo vincolo è quello che il 30 per cento del fondo venga distribuito in base al numero di abitanti della zona di provenienza.
L’ obiettivo è sicuramente non creare delle risorse troppo sperequate visto che il gettito che deriverebbe dalla tassazione degli immobili è molto diverso se si tratta di un comune come Milano o di un comune con alta vocazione turistica rispetto ad un paese con una piccola base contributiva e quindi con pochi abitanti.
Pertanto il governo aveva il doppio compito di far partire il federalismo ma anche di non rendere troppo disequilibrata la tassa. Infatti occorreva che le nuove regole fossero comunque mitigate da un decreto che non renda troppo gravoso l’ eliminazione dei trasferimenti fatto dallo stato agli enti locali. Pertanto in attesa che vengano emanati i nuovi decreti in grado di rendere il federalismo più digeribile e meno problematiche occorre un fondo di perequazione per i vari comuni. Naturalmente si punta forte sull’ Imu che dovrebbe sostituire in tutto per tutto l’ Ici.




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Data: 31 maggio 2011



