Pronte più di 100.000 lettere da redditometro

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: News

Continua la ricerca di potenziali evasori da parte dell’ amministrazione finanziaria che in questo periodo moltiplica gli sforzi nel tentativo di riuscire a far quadrare i conti e pescare quanti non sono in linea tra quanto dichiarato e quanto risulta invece dalle spese sostenute.

Sono infatti le spese sostenute il maggior problema per i destinatari delle lettere dell’ Agenzia delle Entrate che dovranno giustificare lo scostamento tra quanto riportato in dichiarazione e le spese affrontate per viaggi, acquisto di aerei o automobili ed anche pagamento di rette delle scuole private. Gli avvisi che sono stati inviati dovrebbero riguardare più che altro chi ha avuto uno scostamento o una differenza tra il dichiarato ed il tenore di vita maggiore del 20 per cento. Naturalmente ai destinatari delle lettere verrà lasciata ampia facoltà di giustificare tale tipo di comportamenti e potranno produrre tutta la documentazione riguardante le spese sostenute e giustificante le lo scostamento. Le comunicazioni mandate in questi giorni dall’Agenzia sembrano puntare più che altro sulla compliance,un termine molto in voga nell’ amministrazione finanziaria, per dare una spinta all’adeguamento in dichiarazione dei contribuenti che presentano le difficoltà più grandi e per raggiungere questo obiettivo il calendario è obbligato.

Due sono infatti le date da segnare in rosso: il 6 luglio, termine per il versamento degli acconti 2010, e la fine di settembre, data entro la quale si può mettere in chiaro la situazione del 2009 senza pagare una sanzione troppo elevata.

Il ravvedimento inoltre, e cioè il pagamento entro i termini stabiliti, consente di pagare il minimo della sanzione che attualmente è pari ad un ottavo. L’avviso, insomma, è stato spedito in questi giorni per venire incontro ai contribuenti che vorranno pagare in modo spontaneo: a meno di errori o incongruenze, segnalabili all’Agenzia via web o telefonata ai centri di assistenza, chi non imbocca la strada pacifica e non ha spiegazioni alternative per le proprie spese si espone al rischio di sanzioni abbastanza pesanti, perché nel nuovo meccanismo le spese che superano del 20% il reddito dichiarato potranno essere considerate entrate in non dichiarate, ed andare incontro ad imposta e sanzione piena , che nel caso in esame va da un minimo del 100 per cento sino al 200 per cento.

Le lettere che sembra siano partite dovrebbero aggirarsi intorno a diverse centinaia di migliaia di euro, visto che tanti dovrebbero essere i contribuenti che risultano avere spese maggiori di almeno il 20 per cento del reddito dichiarato. Naturalmente tali avvisi non hanno nessuna natura impositiva, e pertanto i destinatati dovranno solo recuperare i documenti per giustificare eventuali scostamenti contestati. Tra i dati contestati probabilmente vi saranno acquisti di azioni, acquisti di fabbricati vecchi e nuovo  e la contrazione di polizze, informazione fornita direttamente dall’ Inps.

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