In calo le immatricolazioni universitarie

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: News

La crisi continua a mordere ed a farne le spese sono anche i neo dottori, che sono sempre di meno e che studiano sempre più spesso nell’ ateneo vicino la propria residenza. Infatti negli ultimi sette anni le immatricolazioni sono calate di oltre 13 punti percentuali sfornando sempre meno laureati e meno dottori, situazione solo in parte compensata dalla crescita dei titoli universitari. Un trend decrescente è presente anche per quanto riguarda gli studenti che scelgono atenei più lontani per conseguire il proprio titolo.

Infatti nel 2010 oltre il 51 per cento degli intervistati ha concluso gli studi universitari presso un’ università localizzata nella propria provincia di residenza. Cresce invece il numero di laureati che decide di lasciare l’Italia per lavoro, un dato che si affianca alla storica mobilità studio/lavoro lungo la direttrice Sud-Nord. Adesso anche dal Nord si emigra verso università situate all’ estero . E’ infatti radicata sempre più l’ idea che conseguire una laurea presso atenei stranieri possa essere considerata all’ interno del curriculum molto più vantaggiosa ai fini lavorativi che conseguire il titolo di dottore in una università nostrana.

Infatti è l’ intero sistema universitario ad essere in difficoltà visto che sono molti gli illustri esponenti che predicano una riforma degli atenei basata sulla produttività più che sulle aspettative di un futuro lavoro. Inoltre le università italiane dovrebbero fare molto più rete con il sistema industriale, soprattutto quello vicino al loro bacino di utenza.

In questo modo si eviterebbe di considerare gli istituti universitari come dei surrogati del lavoro, e di parcheggiare gli studenti sino ai 30 anni ed oltre. Il recente rapporto dell’ alma laurea delinea nel dettaglio le diverse tipologie di laureati e delinea un quadro abbastanza affidabile dell’ intero sistema universitario italiano. I laureati prima della riforma del 2004 conseguivano il titolo a 27,8 anni contro i 26,9 dei dottori 2010. La regolarità nel concludere gli studi negli anni previsti dagli ordinamenti, che era a livelli molto ridotti anche fra i laureati pre-riforma nel 2004 (15 laureati su 100), si è più che raddoppiata ed è raggiunta oggi, complessivamente, da 39 laureati su 100 (sino al 47,5% tra i laureati di secondo livello). Inoltre molti laureati sotto i 23 anni si ritrovano nel comparto ingegneristico, sicuramente una branca universitaria che , per le particolari tipologie e per la frequente richiesta di esperti, garantisce un buono sbocco occupazionale. Inoltre i laureati del nuovo corso universitario magari dedicano meno tempo alla preparazione della tesi , ma rispetto al passato non curano solo le conoscenze specialistica del ramo universitario che stanno seguendo. Infatti adesso i neo dottori conoscono meglio la lingua inglese e sono molto più pronti nelle materie informatiche, anche in virtù del fatto che in diversi studi generici sono state introdotte innovazioni informatiche di rilievo.

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