La crisi continua a mordere ed a farne le spese sono anche i neo dottori, che sono sempre di meno e che studiano sempre più spesso nell’ ateneo vicino la propria residenza. Infatti negli ultimi sette anni le immatricolazioni sono calate di oltre 13 punti percentuali sfornando sempre meno laureati e meno dottori, situazione solo in parte compensata dalla crescita dei titoli universitari. Un trend decrescente è presente anche per quanto riguarda gli studenti che scelgono atenei più lontani per conseguire il proprio titolo.
Infatti nel 2010 oltre il 51 per cento degli intervistati ha concluso gli studi universitari presso un’ università localizzata nella propria provincia di residenza. Cresce invece il numero di laureati che decide di lasciare l’Italia per lavoro, un dato che si affianca alla storica mobilità studio/lavoro lungo la direttrice Sud-Nord. Adesso anche dal Nord si emigra verso università situate all’ estero . E’ infatti radicata sempre più l’ idea che conseguire una laurea presso atenei stranieri possa essere considerata all’ interno del curriculum molto più vantaggiosa ai fini lavorativi che conseguire il titolo di dottore in una università nostrana.
Infatti è l’ intero sistema universitario ad essere in difficoltà visto che sono molti gli illustri esponenti che predicano una riforma degli atenei basata sulla produttività più che sulle aspettative di un futuro lavoro. Inoltre le università italiane dovrebbero fare molto più rete con il sistema industriale, soprattutto quello vicino al loro bacino di utenza.




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Data: 27 maggio 2011



