Il ritorno dell’ Iri

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: News, Prestiti

Ha destato notevole stupore la dichiarazione del ministro dell’ economia e finanze Giulio Tremonti che ha invocato il modello Iri e la vecchia Mediobanca, per poter competere con i giganti mondiali che ormai dominano la scena economica. Infatti il modello cinese dimostra che comunque è possibile avere un ‘ apparato pubblico in grado di dialogare con gli altri big mondiali. In alternativa vi è il modello tedesco o americano, in cui le grandi multinazionali sono al centro del mercato. In Italia purtroppo, si lamenta Tremonti, si continua a dividere le aziende ed invece bisogna prendere ad esempio la Francia, dove il fondo strategico nazionale acquisisce aziende soprattutto che hanno interessi strategici. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha risposto così alle critiche mosse da Enrico Letta, vicesegretario del Pd, sul rischio che il nuovo fondo della Cassa depositi e prestiti corra il rischio di divenire «una nuova piccola Iri». Il fondo è stato subito ribattezzato fondo anti scalate, ed avrà una funzione fondamentale nell’ economia italiana dove le aziende sono molto spezzettate e di piccole dimensioni. Tremonti precisa però di essere d’accordo nell’evitare di fare adesso la vecchia Iri che aveva « elementi di criticità », ma propone di pensare a quanto importante e utile è stata quella struttura rispetto agli spezzatini di oggi dove «una ex-municipalizzata deve confrontarsi con un monopolio pubblico». Infatti il ministro è il primo a riconoscere che i vecchi errori sono da evitare assolutamente ed infatti l’ Iri ha pagato caro ad esempio l’ acquisto di aziende indebitate sino all’ osso.

Sembra quindi che i tempi siano maturi per la costituzione in Italia di un fondo che opera allo stesso modo del fondo francese e la cassa depositi e prestiti sicuramente può svolgere tale tipo di ruolo. Infatti la cassa ha già un capitale privato, intorno al 30 per cento detenuto dalle fondazioni, e potrebbe aprire altro capitale sociale ai privati in modo tale che l’ intervento all’ interno delle aziende sia più incisivo. Come opererà esattamente il nuovo fondo strategico italiano, che non nascerà quindi con la vocazione anti-scalata ma che serviràa far crescere le imprese e fare sistema, non è stato spiegato in dettaglio dal ministro o dal direttore generale Vittorio Grilli. E quando è stato chiesto se la Cdp, tramite il nuovo fondo, interverrà nella ricapitalizzazione delle banche, il ministro si è lasciato una porta aperta. Tremonti ha ribadito che nel futuro verranno presentati a Bruxelles diversi progetti di riforma , tra cui la riforma fiscale sicuramente ma anche una semplificazione dell’ apparato burocratico sino a rendere possibile l’ apertura di un’ impresa in un giorno. A questi si aggiungeranno anche interventi al sud e naturalmente verrà completato l’ iter del federalismo fiscale, che sinora è stato solo abbozzato.

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