Il riscatto economico orientale

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: News

Nei decenni precedenti abbiamo assistito ad un ascesa economica dell’ occidente i cui redditi pro capite sono sempre più aumentati nei confronti della Cina e di tutto l’ oriente. Infatti statisticamente già ai primi del 1800 il reddito pro capite inglese era il triplo di quello cinese, mentre quello americano era circa il doppio di quello cinese. Tale divergenza era destinata ad aumentare con il corso del tempo, e l’ inizio di una inversione di tendenza potrebbe idealmente avere come data d’ inizio i primi anni del 1980 più o meno.

Infatti a partire da questa data si è all’ incirca registrata una variazione del trend che vede questa volta un recupero dei paesi asiatici nei confronti degli stati occidentali. In particolare occorre notare come l’ inversione sia molto più violenta e che i ritmi di crescita dell’ economia cinese ridurranno ben presto il divario che attualmente esiste con gli stati uniti e gli altri paesi occidentali. Infatti dal 1980 il reddito cinese è cresciuto maggiormente rispetto a quello americano tra un valore compreso tra il 6 ed il 20 per cento. Naturalmente questo fenomeno riguardando più che altro la Cina e lo stato dell’ India , visto che economie come quelle giapponesi o coreane hanno avuto crescite significative fin dal secondo dopoguerra. Infatti in questo periodo il giappone attivissimo nella ricostruzione del paese ha iniziato le sue attività commerciali potenziando export ed affidando le sorti economiche dello stato ad una crescita tecnologica.

In tale ambito il Giappone aveva nell’ immediato dopoguerra una produzione che era circa un quinto del Pil americano. Attraverso il suo percorso di crescita è arrivata a raggiungere prima il 70 per cento di detto Pil e poi successivamente quasi il 90 per cento, prima che le bolle finanziarie ed economiche facessero scoppiare questa florida economia. Tuttavia l’ impatto dell’ economia cinese sarebbe molto più devastante all’ interno dello scacchiere mondiale. Supponiamo che la stessa segua lo stesso percorso di crescita del Giappone e pertanto abbia circa un ventennio di crescita economica di fronte. Nel 2030 quindi la cina raggiungerebbe il 70 per cento del pil statunitense, ma l Pil complessivo sarebbe circa il triplo di quello americano. Inoltre il potere d’ acquisto di tutti i cittadini cinesi, sarebbe almeno pari a quello americano ed europeo messi insieme.

Inoltre già Bernanke ha fatto notare come la recessione che ha minato le basi dello sviluppo mondiale, nei paesi emergenti non abbia creato eccessivi danni. Infatti nel complesso il prodotto aggregato dei paesi emergenti è cresciuto negli ultimi 5 anni di circa il 41 per cento. Certo occorreranno molte riforme per portare i paesi emergenti a competere effettivamente con quelli occidentali, ma senza dubbio i primi passi sono stati fatti e sono quelli che poi alla lunga risulteranno i più importanti.

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