Sono passati circa sei anni dalla tentata scalata fata dai cosiddetti “furbetti del quartierino” alla Banca Antonveneta da Bpi, ed il tribunale di Milano inizia ad emettere le prime condanne per i protagonisti della vicenda. La pena più severa è toccata all’ ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio , che si avvalse dell’ opera di Giampiero Fiorani, banchiere lombardo,e di alcuni finanziatori, tra cui anche Luigi Zunino.
Infatti ad Antonio Fazio in primo grado è stata comminata la pena di quattro anni di reclusione oltre ad un milione e mezzo di multa e l’ interdizione dai pubblici uffici per cinque anni con l’ accusa principale di aggiotaggio. Del resto le pene comminate per molti hanno superato anche le richieste fatte dalla pubblica accusa. Infatti per Fazio la pubblica accusa, rappresentata dai sostituti procuratori Eugenio Fusco e Gaetano Ruta, aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione e la multa di 100 mila euro. Probabilmente le responsabilità imputabili all’ ex governatore Fazio sono state ritenute dal tribunale più gravi del previsto.
Peraltro è stato interamente prosciolto da ogni accusa Francesco Frasca, ritenuto dai pubblici ministeri uno degli artefici della scalata. Un’assoluzione frutto anche del corretto atteggiamento tenuto da Frasca, sempre presente nel corso del processo, ma più probabilmente scaturita dalle valutazioni del tribunale sulle ripartizioni di responsabilità dell’ex numero uno della banca centrale e del suo ruolo di alto dirigente. Anche per Giovanni Consorte in qualità di presidente dell’ Unipol dell’ epoca, le pene non son state miti, visto che è stata riconosciuta la colpevolezza con una condanna a tre anni più relativa multa.
Due condanne anche per la nuova legge sulla responsabilità penale delle persone giuridiche: la società Nuova Parva (del gruppo Zunino) e la Unipol hanno ricevuto sanzioni rispettivamente per 360 mila e 900 mila euro, ma per Unipol il colpo più grave sarà la confìsca di 39,6 milioni di euro decisa in prima battuta dal tribunale. La pena maggiore è stata inflitta all’ avvocato Francesco Ghioldi, uomo identificato come il prestanome di Giampiero Fiorani, in diverse operazioni fate in Svizzera. Infatti la pena è stata di sei anni più seimila euro di multa, in linea con le richieste del pubblico ministero. Pertanto sono state confermate per molti versi le ricostruzioni fatte dai pubblici ministeri che vedevano coinvolti Banca popolare di Lodi ed alcuni settori della politica e della finanza. Resta ancora in piedi il processo per la scalata compiuta da Unipol alla Bnl, in cui vi è ancora una volta imputato Antonio Fazio.




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Data: 01 giugno 2011



