Purtroppo i calcoli emessi recentemente dalla ragioneria di stato non sono molto incoraggianti per quanto riguarda chi vede nel federalismo fiscale una delle medicine per curare le regioni con maggiori deficit, soprattutto derivanti dal settore sanitario. Niente di tutto questo, almeno all’inizio.
La prova è in un documento di 12 pagine spedito dalla Ragioneria generale dello Stato alla Copaff, la commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale presieduta da Luca Antonini, nel quale sono contenute alcune simulazioni su come dovrebbe funzionare il meccanismo dei costi standard tanto decantato da alcuni governatori del Nord, come Roberto Cota e Roberto Formigoni. I risultati sono tuttaltro che quelli preventivati. Infatti regioni come la Campania, in forte deficit dovuto soprattutto al settore sanitario, si vedrebbero aggiungere una dotazione di 100 milioni di euro, mentre regioni virtuose come la Lombardia potrebbero vedere una diminuzione della dotazione di circa 40 milioni di euro. Uno scenario che non fa ben sperare i sostenitori del federalismo fiscale. Il fatto è che mentre le Regioni
del Centronord ci perderanno 350 milioni di euro l’anno, quelle meridionali ne incasseranno 340 di più. Le simulazioni
dicono che alla Sicilia dovrebbero toccare circa 110 milioni in più, e poi 100 alla Campania, 90 alla Puglia, una ventina alla Sardegna e perfino alla Calabria, regione in cui ci sono aziende sanitarie locali prive addirittura della contabilità. Il meccanismo è in parte spiegato dal fatto che con la riforma federale viene meno il meccanismo detto Iapis, con cui le regioni con maggiori potere contrattuale, quasi sempre concentrate nel nord italia, ottenevano maggiori stanziamenti.
di riferimento su cui fare i calcoli. La scelta tocca alla conferenza Stato- Regioni, ed evidentemente non è stata ancora fatta. Così la Ragioneria si è dovuta un arrangiare, assumendo come benchmark le uniche tre Regioni che nel 2008 non erano in deficit,ovvero Lombardia, Umbria e Marche), e le due con il minore disavanzo, cioè Toscana e Basilicata.
Tuttavia i calcoli effettuati dalla ragioneria di stato attraverso le varie simulazioni hanno potuto stabilire il disavanzo complessivo delle regioni in materia di sanità. Infatti il debito complessivo ammonta ad oltre 4,7 miliardi di euro. Una cifra molto alta che per almeno un terzo è dovuta al debito fatto dalla sanità laziale, che supera 1,7 miliardi di euro.




Data: 22 marzo 2011



