Effetti del federalismo sulla sanità

Voto medio: 4 (1 voto)
Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: News

Purtroppo i calcoli emessi recentemente dalla ragioneria di stato non sono molto incoraggianti per quanto riguarda chi vede nel federalismo fiscale una delle medicine per curare le regioni con maggiori deficit, soprattutto derivanti dal settore sanitario. Niente di tutto questo, almeno all’inizio.

La prova è in un documento di 12 pagine spedito dalla Ragioneria generale dello Stato alla Copaff, la commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale presieduta da Luca Antonini, nel quale sono contenute alcune simulazioni su come dovrebbe funzionare il meccanismo dei costi standard tanto decantato da alcuni governatori del Nord, come Roberto Cota e Roberto Formigoni. I risultati sono tuttaltro che quelli preventivati. Infatti regioni come la Campania, in forte deficit dovuto soprattutto al settore sanitario, si vedrebbero aggiungere una dotazione di 100 milioni di euro, mentre regioni virtuose come la Lombardia potrebbero vedere una diminuzione della dotazione di circa 40 milioni di euro. Uno scenario che non fa ben sperare i sostenitori del federalismo fiscale. Il fatto è che mentre le Regioni

del Centronord ci perderanno 350 milioni di euro l’anno, quelle meridionali ne incasseranno 340 di più. Le simulazioni

dicono che alla Sicilia dovrebbero toccare circa 110 milioni in più, e poi 100 alla Campania, 90 alla Puglia, una ventina alla Sardegna e perfino alla Calabria, regione in cui ci sono aziende sanitarie locali prive addirittura della contabilità. Il meccanismo è in parte spiegato dal fatto che con la riforma federale viene meno il meccanismo detto Iapis, con cui le regioni con maggiori potere contrattuale, quasi sempre concentrate nel nord italia, ottenevano maggiori stanziamenti.

Inoltre  la riforma sarà completamente operativa nei prossimi cinque anni, per cui occorre un lasso di tempo in grado di far entrare la riforma a regime. Ma certamente le simulazioni potranno deludere chi forse si aspettava una conseguenza completamente diversa. Anche se per metterle a punto non sono mancati i problemi. Intanto i dati di partenza sono vecchi di due anni: bilanci 2008. Incredibile ma vero, a marzo del 2011 non esistono ancora cifre «validate» più recenti di quelle. Inoltre, spiega il documento recapitato alla Copaff, è stato impossibile individuare, al momento, le tre Regioni

di riferimento su cui fare i calcoli. La scelta tocca alla conferenza Stato- Regioni, ed evidentemente non è stata ancora fatta. Così la Ragioneria si è dovuta un arrangiare, assumendo come benchmark le uniche tre Regioni che nel 2008 non erano in deficit,ovvero Lombardia, Umbria e Marche), e le due con il minore disavanzo, cioè Toscana e Basilicata.

Tuttavia i calcoli effettuati dalla ragioneria di stato attraverso le varie simulazioni hanno potuto stabilire il disavanzo complessivo delle regioni in materia di sanità. Infatti il debito complessivo ammonta ad oltre 4,7 miliardi di euro. Una cifra molto alta che per almeno un terzo è dovuta al debito fatto dalla sanità laziale, che supera 1,7 miliardi di euro.

Ti consigliamo di leggere anche:

You must be logged in to post a comment.

Casa benessere decorare moda musica mamma matrimonio desainer geek telefonia melablog telefonia idea regalo download tecnologia internet e tecnologia giochi videogiochi viaggi cinema sport libri scuola auto blog burraco lavoro finanza Borsa soldi finanza prestiti streaming misteri grafica ATuttoNews tagbulb news
I NOSTRI AMICI
GALLERY
PANNELLO ADMIN
Login
ARCHIVIO
  • 2012
  • 2011
  • 2010
  • 2009
  • 2008
  • CANALE VIDEO