Crescono sempre di più i debiti nel mondo del pallone italico: aumentano le perdite e diminuisce anche il valore della produzione.
I motivi sono da ricercarsi da un lato dalle vittorie in campo internazionale che tardano ad arrivare, ma anche per un sistema che è quasi esclusivamente basato sugli introiti dei diritti televisivi.
Questo si evince dal “Report Calcio 2012″ presentato all’Abi dalla Figc, che ha messo in evidenza che l’indebitamento complessivo della Serie A nel 2010-2011 è cresciuto del 14%, a 2,6 miliardi di euro rispetto ai 2,3 miliardi della stagione precedente.
Il ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi, ha sottolineato che il calcio è una grande realtà del nostro paese, ma ha puntato l’indice contro i bilanci delle società , definendoli “molto preoccupanti: in altri ambiti, con quei numeri si parlerebbe di società prossime al fallimento”.
Il rischio è quello che a breve non si troveranno più società che saranno capaci di iscriversi ai campionati.
Nello scorso anno le perdite sono aumentate del 23% a 428 milioni di euro: sono stati presi in esame 107 club, e di questi soltanto 19 hanno chiuso i bilanci in utile.
Il valore della produzione è sceso dell’1,2% a 2,5 miliardi, dove un miliardo proviene dai diritti tv della sola Serie A che produce l’82% dei ricavi. La serie B contribuisce per il 14%, mentre la Lega Pro per il 4%.
Con la concorrenza delle televisioni, il numero totale dei tifosi allo stadio è diminuito del 4% a 13,3 milioni: lo scorso anno negli stadi della serie A sono stati venduti soltanto il 56% dei biglietti. Meglio per le squadre che hanno disputato la Champions League, che sono riuscite a vendere il 67% dei biglietti.
In base a questi dati, anche i ricavi da stadio sono calati di 22,4 milioni di euro, toccando i 253 milioni di euro, contro i 275,4 milioni registrati nella stagione precedente.



Tag:
Data: 30 marzo 2012



