La situazione economica dell’area dell’euro è caratterizzata da incertezza, anche se vi sono segnali di ripresa su scala mondiale: è questo il sunto di quanto reso noto dal bollettino mensile diffuso dalla Bce, secondo cui l’inflazione resterà sopra il 2% per tutto il 2012.
Nel contempo la Bce lancia l’allarme lavoro: l’occupazione è diminuita nella seconda parte del 2011 e il tasso di disoccupazione è in crescita.
Per quanto riguarda il debito, i paesi dell’eurozona hanno registrato progressi con riferimento al risanamento dei conti pubblici nel 2011, ma l’incertezza ancora “regna sovrana”, per quanto concerne la ripresa economica dei paesi dell’area euro.
In base ad una elaborazione della Bce, inoltre si mette in evidenza che l’Italia è il paese dell’eurozona con il debito del settore privato più basso, dopo quello della Francia e della Grecia.
La Bce chiede esplicitamente che vengano al più presto approvate nuove riforme dirette “a rafforzare la concorrenza nei mercati dei beni e servizi e la capacità di aggiustamento salariale e occupazionale delle imprese che favoriranno l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e le prospettive di crescita a più lungo termine“.
Infine è stata resa nota un’elaborazione della Bce sul difficile momento del settore del credito: da una indagine compiuta ad aprile sul credito bancario, si è registrato un minore inasprimento delle banche dell’area dell’euro, per quanto riguarda la concessione di prestiti a società e famiglie, rispetto a quanto rilevato nel primo trimestre del 2011.



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Data: 05 giugno 2012



