Voto unanime del consiglio Ue su tassa transazioni finanziarie

Scritto da: Ferdinando Merisi - Categoria: Finanza

Arriva l’accordo tra i paesi dell’Unione Europea sulle conclusioni derivanti dal Consiglio Europeo di giovedì scorso, compresa la proposta sull’istituzione di una tassa comunitaria sulle transazioni finanziarie. A riferirlo è il portavoce del governo tedesco. «Le conclusioni sono state approvate da tutti i capi di Stato e di governo del Consiglio europeo», ha affermato il delegato dell’esecutivo di Berlino. A porre, in pratica, un veto su tale proposta era stato, durante un intervento alla presentazione della Fondazione Liberamente, il premier Silvio Berlusconi, che aveva bocciato l’ipotesi come «ridicola». In particolare, il portavoce tedesco si è soffermato sul punto 16 delle conclusioni del summit europeo, relativo alla tassa sulle transazioni finanziarie. L’articolo in questione recita: «Il Consiglio europeo conviene sulla necessità che gli Stati membri introducano sistemi di prelievi e tasse a carico degli istituti finanziari per assicurare un’equa ripartizione degli oneri e stabilire incentivi volti a contenere il rischio sistemico». L’unico paese a tirarsi fuori è la Repubblica Ceca che si riserva il diritto di non introdurre tale imposta. Non sono mancati riferimenti al punto 17 dello stesso accordo, secondo cui vi è la «necessità di esplorare e sviluppare ulteriormente» l’eventuale introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie su scala mondiale.

«La risposta dell’Unione alla crisi deve continuare ad essere coordinata a livello globale per assicurare la coerenza delle misure sul piano internazionale.

Le iniziative attualmente adottate dall’Unione per rilanciare la competitività, risanare i conti pubblici e riformare il settore finanziario le consentiranno di prendere posizione con forza a favore di azioni analoghe a livello internazionale al prossimo vertice G20». In altre parole, l’Unione dovrebbe condurre gli sforzi indirizzati a decretare un approccio internazione verso l’introduzione di un sistema di prelievi e tasse a carico di istituti finanziaria, al fine di mantenere una situazione di stabilità su scala globale, e « difenderà con vigore questa posizione di fronte ai suoi partner del G20». Sempre nell’articolo si legge, nella sua conclusione, che «In tale contesto si dovrebbe esplorare e sviluppare ulteriormente l’opportunità di introdurre un prelievo sulle operazioni finanziarie a livello mondiale». «Non bisogna essere particolarmente perspicaci per indovinare che non sarà un tema su cui ci accorderemo fin dalla prima cena – aveva affermato il cancelliere  Merkel nel corso di una  conferenza a Berlino – ma non penso che faremmo fallire i mercati se introducessimo una tassa internazionale. Farò campagna in questo senso».

Luca Saulino

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