Valute – è scontro a livello planetario

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza, Prestiti

Estate rovente per quanto riguarda la maxi manovra italiana ed una prima abbozza di riforma del fisco , ma anche l’ economia mondiale e lo scontro tra alcuni paesi in materia di valute non va in vacanza. In particolare non solo la Cina con lo Yuan che in tanto auspicano si rivaluti, ma anche il Brasile tenta di arginare un’ inflazione ed una rivalutazione della moneta che sta per toccare il massimo nei confronti del dollaro americano da circa 12 anni a questa parte.

La crescita lenta e il ristagnamento della domanda nei mercati dei paesi emergenti potrebbero comportare un immediato intervento da parte delle autorità brasiliane nei confronti della moneta locale, il real. Pertanto non è solo la Cina a dover affrontare il problema interno di una crescita troppo repentina dei prezzi con possibilità di creare delle bolle speculative del settore immobiliare unite ad uno yuan ancora troppo forte nei confronti del dollaro. Purtroppo la situazione in alcune economie emergenti richiede un’ intervento deciso sia da parte delle autorità monetarie locali , sia da parte delle autorità sovra nazionali.

Infatti le economie dei paesi emergenti, come Cina, Brasile Turchia ed India sono attaccate da due fronti. Da un lato le rispettive banche centrali sono costrette ad alzare i tassi per frenare l’avanzata dell’inflazione (spinta al rialzo proprio dalla crescita dei consumi, sinonimo a sua volta di crescita economica).

Dall’altro questi rialzi spingono all’insù le quotazioni delle rispettive valute riducendo la competitività economica.

Sebbene in Brasile il Pil continui a crescere ( nel 2011 si dovrebbe avere un’ aumento del 4 per cento mentre nel 2010 si è registrato un più 7,5 per cento) la valuta si è portata ad un aumento del 12,5 per cento nei confronti del dollaro americano.  La critica pertanto che il Brasile rivolge alle economie emergenti, Stati uniti in primis, è quella di avere un tasso di interesse troppo basso, intorno all’ 1 per cento, situazione che deprime in modo eccessivo le valute dei paesi emergenti. Del resto anche gli Usa, e parte delle maggiori economie europee, si scagliano nei confronti della Cina, visto che richiedono a gran voce un’ apprezzamento dello Yuan, valuta che ben presto potrebbe affiancare come moneta mondiale il biglietto verde .Recentemente il segretario si stato americano ha ribadito che uno yuan troppo forte potrebbe danneggiare il livello dei prezzi in Cina, aumentando il rischio di incremento sfrenato dei prezzi. E che il rischio inflazione in Cina sia reale lo dimostrano i recenti dati sui prestiti forniti dalle banche cinesi. Nonostante la politica monetaria restrittiva di Pechino (messa in atto aumentando il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche e rialzando i tassi) la pressione inflazionistica resta molto alta.

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