Social Network nuovo alleato della finanza

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Le chiamano in gergo fonti aperte e sarebbero tutti quei possibili indizi reperibili dall’ amministrazione finanziaria in grado di poter innescare un controllo sui redditi. Attualmente non si hanno notizie fondate sulla circostanza che la Guardia di Finanza o altri ispettori fiscali abbiano in serbo di utilizzare possibili notizie provenienti dalla rete, ma in molti scommettono che la prossima frontiera sarà sicuramente il setaccio delle notizie reperibili sul web. Attenzione quindi a strombazzare sul proprio profilo il nuovo evento mondano a cui avete partecipato oppure la nuova auto nuova che vi è costata un occhio della testa, perché i segugi finanziari potrebbero ben presto interessarsi a queste utili notizie. Una evoluzione dei costumi si è sicuramente avuta, prova ne è che il nuovo redditometro che è in fase di ultimazione da parte dell’ amministrazione finanziaria utilizza come dati utili al calcolo del reddito anche le spese sostenute per beauty farm o  per iscrizione a circoli esclusivi. Del resto l’ utilizzo dei social network  da parte della finanza è già un espediente utilizzato in altri paesi del mondo. Il fisco usa, nello stato del Nebraska, ha utilizzato informazioni  informazioni provenienti  dai profili di my space per pescare qualche evasore distratto. In Belgio  gli ispettori fiscali si sono avvalsi di foto e dichiarazioni rilasciate su face book per avallare alcune loro ipotesi di evasione. In Italia per ora il primo controllo attraverso “web” lo si è avuto grazie all’ agenzia delle entrate di Olbia che con il sito googlemap ha potuto pescare alcuni possessori di imbarcazioni che non dichiaravano il dovuto.

Peraltro anche la direzione centrale attuale ha incentivato in tutti i modi l’uso di fonti aperte per individuare possibili evasori e reperire informazioni utili per la determinazione del reddito effettivo. Tali fonti , solo a titolo esemplificativo, vengono elencate in siti web, testate locali, imprese con siti sul web, altre fonti locali. Inoltre i social network più utilizzati e diffusi come twitter, linkedin o face book, che ricordiamo conta a livello mondiale circa 500 milioni di iscritti, potranno in futuro anche essere usati per agevolare il contribuente e non solo per ispezionare la sua vita privata ai fini fiscali. Si discute infatti a livello europeo come poter mettere a disposizione dei contribuenti i vari programmi web 2.0 e diminuire quindi lunghe file di attesa, anche per i servizi più elementari. Di questo come del resto se ne è discusso a Roma dal 13 al 15 ottobre con un sottogruppo sui servizi al contribuente dell’ Ocse, con lo scopo dichiarato di ampliare sicuramente l’ offerta informativa ma anche di poter usare i social network come forma di assistenza collaborativa tra gli stessi utenti. Un gruppo di ricerca apposito fornirà i primi risultati entro il 2011, e potrà dire quali siano le strade più giuste da seguire.

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