Finalmente il “pool” di esperti designato dalla Commissione europea lascia intravedere una bozza del nuovo patto di stabilità, che dovrebbe tenere a bada il debito pubblico degli stati appartenenti all’ UE. Jean Claude Juncker ha avuto parole di apprezzamento per il nuovo testo che concentra l’attenzione verso il parametro del debito, che dovrà essere costantemente monitorato dalle nazioni facenti parte dell’ unione economica europea. Adesso , come detto anche dal presidente dell’ Eurogruppo, occorre vedere come si svilupperanno i dettagli, anche perché occorrerà mettere d’accordo i presidenti del consiglio dei vari stati europei. Infatti il documento passerà ora al vaglio dei vari presidenti, che si spera, apporteranno delle modifiche per cosi dire politiche, in quanto oltre al parametro del debito bisogna tener conto di altri indicatori nazionali, come lo sviluppo economico, il Pil, il tasso di disoccupazione, la crescita nel medio lungo periodo, le riforme strutturali ed in particolare quelle riguardanti le pensioni.
La bozza del testo ha ricevuto il placet anche del ministro dell’ economia e delle finanze italiane Giulio Tremonti, che ha giudicato molto buono il testo. Adesso la palla passa quindi ai capi di Stato, che dovranno rendere più politico il testo. Nella bozza fatta girare non sono stati dettati tempi stringenti per la riduzione del debito che in alcuni stati ha davvero raggiunto livelli che potrebbero creare seri problemi allo sviluppo economico nazionale. Uno di questi è proprio lo stato italiano che con il debito pari 118,5 % del Pil temeva tempi ristretti per un rientro del debito.
Quindi un plauso a tale bozza da parte dei politici italiani, ma non solo, visto l’apprezzamento degli altri leader europei . Inoltre forti consensi hanno ricevuto anche gli automatismi previsti per le sanzioni da irrogare in caso di non rispetto dei limiti fissati per il deficit nazionale. Tutto questo naturalmente in attesa che i capi di stato possano limare gli ultimi dettagli e fornire l’apporto politico necessario, visto il contenuto del testo, che risulta molto tecnico. Tutto questo naturalmente senza intaccare il principio che sotto controllo debba essere oltre che il debito pubblico anche quello privato, che in Italia non è eccessivamente compromesso.




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Data: 20 ottobre 2010



