Parmalat risponde ai francesi stabilendo che il giusto prezzo per ogni azione del gruppo è di € 3,17, innalzando quindi il valore del gruppo alimentare. Infatti Lactalis aveva precedentemente lanciato un’ offerta pubblica di acquisto per l’ acquisizione del 100 per cento di Parmalat offrendo ai possessori 2,6 euro ad azione. Già all’ atto del lancio dell’ OPA molti avevano presagito che comunque il prezzo fosse troppo basso, in virtù della quotazione di borsa che Parmalat ha raggiunto recentemente ed anche in base a precedenti acquisti fatti da altri grossi azionisti. Pertanto l’ azienda guidata da Bondi forte di una valutazione fatta dalla banca d’ affari Goldman Sachs ha rilanciato ed ha diffuso pubblicamente ed alla Consob i risultati del recente consiglio di amministrazione. spiega che al prezzo di 2,6 euro per azione, Goldman Sachs «non può dichiarare il corrispettivo congruo e che, quindi, non rilascia la fairness opinion». Goldman Sachs, nella sua analisi ha utilizzato una serie di metodologie: i flussi di cassa attualizzati, i multipli applicati a operazioni nel settore food & beverage e i premi impliciti pagati in offerte pubbliche di acquisto precedenti rispetto ai corsi di Borsa. Pertanto visti anche i recenti prezzi raggiunti da Parmalat sul mercato azionario e visti i target price fissati da diversi analisti del settore il prezzo idoneo per l’ offerta pubblica di acquisto è 3,17 euro.
Occorre ricordare che la vicenda Parmalat e la conseguente possibile acquisizione da parte del gruppo francese Lactalis tiene oramai banco da diversi mesi.
Contemporaneamente anche diversi imprenditori valutavano la possibilità di costituire cordate in grado di acquisire il gruppo di Collecchio. Alla fine entrambe le iniziative sono sfumate ed è rimasto in piedi solo l’ interessamento di Lactalis che ha mostrato la propria intenzione offrendo pubblicamente 2,6 euro ad azione ai possessori di azioni Parmalat. Tuttavia il consiglio di amministrazione mettendo sul piano l’ intero piano industriale dei francesi ha valutato il presso ad azione troppo esiguo ed i piani di azione nonché le sinergie dell’ intero gruppo troppo deboli e non in grado di garantire l’ espansione.




Tag:
Data: 21 maggio 2011



