La valutazione della capacità di credito delle PMI
Introduzione
PattiChiari rappresenta un importante e fondamentale progetto che ha portato al cambiamento dei rapporti tra i clienti e la banca, in modo da ottenere un obiettivo ben preciso: quello di fornire degli strumenti concreti per comprendere maggiormente gli strumenti e scegliere meglio. Le iniziative che fanno capo a questo progetto tendono ad accrescere concetti come la trasparenza, la comprensibilità e la comparabilità dei servizi bancaria allo sportello. Tra l’altro, è la prima volta in Europa che le banche provvedono a lanciare un progetto così ampio e impegnativo: a PattiChiari ha aderito ben il 90% dell’intero settore bancario. Cominciamo a comprendere in maniera chiara quella che è la prima iniziativa dell’intero piano: i criteri generali di valutazione della capacità di credito delle piccole e medie imprese. Questa iniziativa è ovviamente rivolta alle pmi che intendono avvalersi dell’assistenza finanziaria degli istituti di credito per mettere a frutto i loro business. L’obiettivo principe è sostanzialmente quello di agevolare l’avvio di un dialogo partendo da una sorta di autoverifica e da un approfondimento interno da parte della pmi in vista della richiesta di credito.
Il Manifesto dei criteri di valutazione della capacità di credito delle pmi
Il Manifesto ha come fine quello di comunicare in maniera chiara e comprensibile i criteri generali con cui le banche che hanno aderito a questa iniziativa valutano la capacità di credito delle piccole e medie imprese. Vediamo nel dettaglio quali sono i criteri più importanti. 1)L’impresa e il suo business. La banca vuole comprendere la capacità dell’impresa, acquisendo, in collaborazione con il cliente, le informazioni sulla situazione attuale e le previsioni di sviluppo del mercato in cui opera, sui prodotti o sui servizi realizzati e sul suo posizionamento nel mercato stesso, tenuto conto delle caratteristiche e della dinamica della concorrenza (ad esempio, la natura giuridica dell’impresa, la struttura proprietaria, le sue fasi di sviluppo…). 2)Le finalità del finanziamento. Una precisa ed esaustiva informativa permette alla banca di individuare la natura e l’origine dei fabbisogni finanziari dell’impresa e quindi di studiare ed erogare finanziamenti, anche su misura, atti a soddisfare nella maniera più adeguata le sue esigenze (ad esempio, il finanziamento del capitale circolante commerciale e il finanziamento di investimenti destinati ad accrescere o modificare la capacità produttiva dell’impresa). 3)La capacità di rimborso dell’impresa. L’analisi della capacità di rimborso consente alla banca di verificare se esistono o meno le condizioni economico-finanziarie per il successo dell’iniziativa e il rimborso del capitale prestato e dunque che supportano la decisione di finanziamento. La verifica da parte della banca può essere condotta sulla base di molteplici approcci valutativi, a seconda delle caratteristiche del settore e dell’impresa, nonché della finalità, tipologia e dimensione del finanziamento (ad esempio, per i finanziamenti a breve termine, legati all’operatività corrente).
SIMONE RICCI




Data: 23 settembre 2009



