La Polonia rifiuta di adottare la moneta unica europea, una decisione che potrebbe condizionare nel bene e nel male l’ unione europea e che sicuramente dovrebbe far riflettere sulla solidità di una moneta che più volte è stato bersaglio di alcuni detrattori. In particolare a fare il punto dovrebbero essere non gli organi della Bce ma i governi che hanno l’ obbligo di rendere solida la moneta unica europea. Purtroppo i default portoghesi e greci hanno reso meno credibile la valuta e posto l’ interrogativo se i paesi europei siano in grado di onorare i debiti contratti o meno. Parliamo di un paese, la Polonia, con solide basi e con una struttura molto flessibile che ha consentito al paese di crescere anche in tempi di recessione economica. Infatti la Polonia è stata l’ unico paese che nel 2008 ha avuto una crescita di 1,7 punti percentuali a fronte di una caduta media del Pil pari a 4,1 punti percentuali all’ interno dell’ area euro. Con il tempo il paese ha fatto in modo di creare una solidità economica che ben pochi paesi europei possono vantare. LA banca centrale polacca ha infatti un grado di conformità ai criteri internazionali di indipendenza pari al 92 per cento, lo stesso che può vantare la Banca Centrale Europea, che ha alle basi solide fondamenta e può contare sull’ aiuto finanziario di molti stati membri. Basti pensare che istituzioni guida dei mercati mondiali come la Bank of England arrivano al 65 per cento , mentre la Fed ha un indice pari al 78 per cento, notevolmente indietro rispetto ad altre istituzioni europee.
E comunque la banca centrale polacca ha anche focalizzata i suoi compiti e concentrato i suoi obiettivi in considerazione del fatto che comunque non ha i obblighi di vigilanza delle altre banche, compito svolto in Polonia da autorità indipendenti come il Pfsa. Tale organismo ha invece un grado di indipendenza molto inferiore, infatti l’ indice per il Pfsa indica un valore pari al 52 per cento. Anche l’ inflazione nel decennio che parte dal 2010 è sceso e viaggia a livelli sotto la media nazionale europea, in particolare sembra che funzioni la scelta di dotarsi di una banca centrale indipendente ed in grado di fornirsi delle professionalità più specializzate. La politica monetaria espansiva è stata accompagnata da una politica fiscale espansiva e soprattutto tutto è stato fatto tenendo i conti in ordine, infatti il disavanzo è stato sempre contenuto nell’ ordine del 3 per cento rapporto debito/ pil. Pertanto il paese avendo tutto sotto controllo può fare a meno di legarsi all’ area euro che attualmente garantisce solo una certa disciplina monetaria.




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Data: 13 gennaio 2011



