LA CINA PROSSIMA AD UN RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA?

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Ultimamente i riflettori del mondo economico sembrano quasi esclusivamente puntati sulla repubblica popolare cinese, in primo piano per la disputa con gli stati uniti in tema di cambio USD / Yuan, che porta inevitabilmente a condizionare non solo l’ import e l’ export delle due superpotenze mondiali, ma anche delle economie degli altri stati nazionali. Continua naturalmente il braccio di ferro per assicurarsi una valuta debole in modo da incentivare i prodotti nazionali ed aumentare la propria quota di mercato estero.
Non è passata inosservata la mossa della banca nazionale cinese di far salire i tassi cinesi di soli 0,25 punti percentuali. Sebbene l’importo sia di per sé non elevatissimo, tale tipo di intervento può inquadrarsi in un ottica di cautela da parte del governo cinese. Tale governo è sempre visto come un esecutivo forte ed in grado di assicurarsi i consensi necessari per attuare la propria politica privo di ostacoli di sorta. Almeno all’ esterno sembra che l’ impressione sia questa. Attualmente dopo aver trainato l’economia mondiale con crescite a due cifre dell’ economia sembra che la Cina risenta di sindrome di troppa crescita e che debba imporsi un periodo di assestamento con un rallentamento soprattutto del livello dei prezzi che solo nell’ ultimo anno ha avuto un incremento del 3,5 %. Inoltre con tassi reali anch’ essi negativi l’inflazione sarebbe continuata ad aumentare. Quindi la stretta della banca riguarda sia gli investimenti a breve che hanno un origine più prettamente speculativa e sia gli investimenti a lungo termine che sono scelti più dalle famiglie che vogliono investire i propri risparmi senza avere troppi problemi.

Quindi la crescita economica cinese, che in precedenza era stata a due cifre, nel 2011 sarà probabilmente attenuata. Naturalmente gli analisti avevano previsto una frenata della repubblica cinese, anche per motivi cosiddetti politici, visto che gli stati uniti continuano a minacciare possibili dazi per le sempre piu’ preponderati merci cinesi. Forse finalmente siamo ad una svolta nella politica cinese che ha sempre fatto fronte alla crescita a due cifre grazie ad un aumento delle riserve valutarie che sono arrivate a sfiorare la somma impensabile di 2500 miliardi di dollari. Adesso, come invocato più volte dal resto del mondo, sembra arrivato finalmente il tempo di aumentare la domanda interna, ed il crescente livello delle esportazioni soprattutto nell’ ultimo periodo sembra confermarlo, il omento anche di attuare uno stato sociale e civile più vicino al mondo occidentale. Anche gli stati europei come Gran Bretagna, Germania, Italia, Spagna ed anche quelli geograficamente più vicini come il Giappone sembrano sostenere un’ economia cinese che si sta rivelando sempre più una possibile bolla finanziaria e valutaria, che se dovesse scoppiare, produrrebbe gli effetti che tutti già hanno avuto modo di conoscere, come dimostrano le recenti speculazioni finanziarie.

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