Introduzione
Che cos’è la cartolarizzazione? Si tratta di una tecnica di finanziamento che consente di smobilizzare le poste dell’attivo a fronte dell’emissione di titoli negoziabili sul mercato. Essa è attuabile da qualsiasi tipo di impresa, ma assume un particolare rilievo per le banche e gli altri intermediari finanziari, per due motivi: 1)la gran parte delle operazioni di cartolarizzazione (detta anche securization) è posta in essere dalle banche; 2)la legge italiana in materia (in particolare la legge 130 del 1999) contiene una disciplina specifica per la cartolarizzazione dei crediti. Le banche, inoltre, sono soggetti particolarmente interessati, essendo l’attivo del loro stato patrimoniale costituito in gran parte da prestiti.
La struttura dell’operazione
La società che desidera liquidare una parte del suo attivo (si tratta dell’originator) seleziona un portafoglio di attività omogenee tra di loro (ad esempio dei prestiti simili per forma tecnica e stato di solvibilità) idonee a produrre flussi di cassa periodici. Tale specifico portafoglio di attività viene ceduto (generalmente con clausola pro-soluto) ad una società che è appositamente costituita e che viene anche conosciuta con l’acronimo SPV (Special Purpose Vehicle). Lo SPV emette titoli ABS (vale a dire gli Asset Backed Securities) a fronte delle attività acquisite, collocandoli presso gli investitori; il ricavato dell’emissione è destinato al pagamento delle attività che sono state acquistate dall’originator. I flussi di cassa generati dalle attività (il rimborso dei prestiti a scadenza) sono poi destinati alla remunerazione e al rimborso dei sottoscrittori delle ABS. Il successo dell’operazione dipende quindi dalla capacità di collocare i titoli sul mercato. Sono dunque ovvie tre constatazioni in questo senso: a)le attività devono generare dei flussi di cassa periodici che siano sufficienti a remunerare gli investitori; b)le ABS devono essere percepite come “sicure”; c)possono essere necessarie garanzie o altre forme di assicurazione. Nella realtà, infatti, la struttura dell’operazione è molto più complessa, con l’intervento di una pluralità di soggetti: vediamoli nel dettaglio. 1.Credit Enhancer. Sono i soggetti che garantiscono una percentuale del rimborso delle ABS; si tratta generalmente di banche o compagnie di assicurazione. 2.Swap Provider. Essi stipulano contratti con lo SPV in modo da coprire i rischi di tasso e di cambio. 3.Società di rating. Essa valuta l’emissione in base alla qualità delle attività sottostanti, delle garanzie reali e personali esistenti. Nel caso in cui le ABS siano oggetto di offerta al pubblico è obbligatorio sottoporre l’operazione a giudizio di rating. 4.Arranger. Costruisce e organizza l’operazione nel suo complesso. 5.Servicer. Esso si occupa dell’incasso e del trasferimento dei flussi prodotti dalle attività cartolarizzate allo SPV (nel caso delle banche il servicer spesso coincide con l’originator stesso, che in questo modo non perde la sua rete di contatti con la clientela, pur avendo ceduto i prestiti nei suoi confronti).
Le attività cartolarizzate
Nella pratica le attività più frequentemente cartolarizzate sono: i mutui, soprattutto quelli ipotecari, i crediti al consumo e i crediti originati da contratti di leasing. L’aggregazione di attività omogenee in termini di durata, rimborso e costo è particolarmente delicata: quindi è ampiamente possibile che siano cartolarizzati dei crediti in sofferenza, allo scopo di eliminare dal bilancio le posizioni problematiche e onerose (come, ad esempio, le spese legali, le spese del personale e gli altri oneri di gestione) che peggiorano il coefficiente di solvibilità e l’immagine della banca. In queste operazioni è comunque cruciale il ruolo delle garanzie (come l’ipoteca nei mutui), oltre all’abilità del servicer nel recuperare i debiti morosi. L’originator elimina dallo stato patrimoniale le attività cedute e ottiene in cambio liquidità. Quali sono le differenze tra originator non finanziario e originator bancario? L’originator non finanziario è utile se si hanno difficoltà nel reperire dei finanziamenti (imprese poco conosciute oppure operanti in settori molto specifici…). La cartolarizzazione di attività libera pertanto della liquidità che può essere destinata a varie operazioni: a)finanziare nuovi investimenti; b)ridurre le passività; c)ricomporre l’attivo e il passivo in modo più coerente con gli obiettivi aziendali. L’originator bancario, invece, consente di ricomporre attivo e passivo in modo più coerente con il livello desiderato di assunzione dei rischi di credito, di interesse, di cambio e di liquidità; esso consente di ridurre i requisiti patrimoniali se le somme liberate sono utilizzate per ridurre la leva finanziaria o per investimenti meno rischiosi.
I vantaggi dell’operazione
La cartolarizzazione presenta ovviamente numerosi tipi di vantaggi anche per il sistema finanziario. Essa, infatti, provvede a liberare nuove risorse e favorisce lo sviluppo dei mercati (immettendo nuovi titoli, coinvolgendo maggiormente gli intermediari finanziari…). Inoltre, essa crea nuove opportunità di investimento con profili diversi di rischio-rendimento. ma bisogna sempre ricordare che si tratta di un’operazione onerosa e complessa. Esistono elevati costi fissi (commissioni per investment bank, arranger, agenzie di rating, soggetti garanti, costi amministrativi…). Infine, i più recenti avvenimenti economici hanno mostrato come l’investimento in ABS possa rivelarsi anche molto rischioso.
SIMONE RICCI




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Data: 14 marzo 2010



