LA BANCA D’ITALIA ACCENDE I FARI SULLO IOR

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Proseguono i controlli da parte di bankitalia nei confronti dell’ ente bancario del vaticano, lo Ior, che negli ultimi 30 anni è stato al centro di numerose situazioni ambigue. Le ispezioni iniziate ad ottobre 2008 hanno portato ad evidenziare alcune criticità che devono essere chiarite anche alla luce degli ultimi problemi che hanno coinvolto anche iol presidente Ettore Gotti Tedeschi ed il direttore generale dell’ istituto Paolo Cipriani. I due sono indagati dalla procura di Roma proprio per la violazione degli obblighi di trasparenza contenuti nelle disposizioni di legge antiriciclaggio in vigore dall’ anno 2007. Bankitalia chiede di adeguarsi a questa normativa, peraltro prevista da una direttiva europea, in tempi strettissimi ed inoltre anche le vicende giudiziarie mirano a fare chiarezza su comportamenti non limpidissimi per alcuni particolari titolari di conti correnti. All’ istituto ed al suo presidente Gotti Tedeschi  viene chiesto di fare chiarezza in merito alla scelta di essere un istituto bancario, come in effetti sembra essere, oppure un ente ecclesiastico che ha il solo scopo di amministrare i beni di alcuni soggetti che affidano investimenti mobiliari o immobiliari all’ istituto . La differenza è fondamentale perché in caso di equiparazione ad istituto bancario la banca risulterebbe essere una banca di un paese extracomunitario a regime antiriciclaggio non equivalente, e pertanto dovrebbe adeguarsi , ed in modo anche rapido, alla normativa italiana ed europea in generale.  Proprio questa sorta di ambiguità viene contestata al presidente Gotti Tedeschi, che se dichiarasse la natura dell’ istituto potrebbe comunque perdere delle agevolazioni che allo Ior vengono accordate.

Infatti la natura di ente ecclesiastico non permetterebbe all’ istituto bancario di avere alcun rapporto con banche italiane, ed anche l’attività di credito sarebbe praticamente non praticabile dall’ istituto, inoltre anche i rapporti con la Santa sede sarebbero abbastanza differenti da quelli tuttora in vigore. Alla luce anche dei nuovi progetti di rafforzamento del flusso di informazioni previsti da una commissione europea, ed ancora da definire, lo Ior dal 25 maggio di quest’ anno tenta di fare un po’ di chiarezza nei rapporti con la banca centrale italiana. Infatti nomina un referente per  le disposizioni dell’ antiriciclaggio , il cardinale Attilio Nicora, inoltre fa sapere all’ organo guidato dal presidente Draghi, di aver intenzione di avviare la procedura per far inserire la Santa sede, ma non l’ intero stato della città del vaticano, in una lista compilata a livello europeo denominata comunemente white list. Il problema è che la lista scelta non è quella prevista per l’osservanza delle norme antiriciclaggio, ma quella prevista dall’ Ocse per lo scambio di informazioni ai fini fiscali. Pertanto , in virtù della mancata dichiarazione dello Ior, da settembre 2010 la Banca d’ Italia decide di applicare normative più restrittive per lo Ior, in modo tale da obbligare l’ ente a scegliere tra le due opzioni possibili.

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