Il ritorno di GM a Wall Street

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Dopo i problemi dell’ ultimo anno ritorna in listino il gigante del settore auto motive General Motors. GM ha presentato un’IPO oggi fissando un prezzo per azione a circa 33 dollari e rappresenta una delle maggiori IPO della storia americana seconda solo a quella del colosso delle carte di credito VISA che nell’ anno 2008 aveva raccolto circa 19,65 miliardi di euro dalla quotazione in borsa. L’ IPO sembra quindi risolvere un pò dei problemi avuti dall’azienda di Detroit che ricordiamo era stata costretta a ricorrere al sostegno statale. Comunque la tappa della quotazione nel listino di Wall Street tramite Ipo è stata molto sentita dai vertici di GM che durante il road show che ha preceduto la quotazione hanno pubblicizzato anche che la società ha ottime prospettive future per il raggiungimento di un ragguardevole utile che tra pochi anni potrebbe aggirarsi intorno agli 11 – 13 miliardi di dollari se non di più. Il problema è che una parte abbastanza considerevole di tale utile sarà raggiunta grazie alle plusvalenze provenienti dai fondi pensione. Tale situazione risulta davvero incredibile se si pensa che gran parte dei problemi che la General Motors ha dovuto affrontare riguardavano il taglio dei costi che erano lievitati a dismisura per il peso dei contributi pensionistici verso i dipendenti. Il Ceo Daniel Akerson e il Cfo Chris Liddell hanno incontrato a Manhattan molti grandi investitori, sia istituzionali che non ed hanno assicurato con certezza che la società non avrà bisogno di raccogliere nuovi fondi sul mercato del debito, dopo aver cancellato quelli preesistenti con il passaggio per il Chapter 11.

Inizialmente il prezzo di collocamento delle azioni sembrava dovesse essere fissato  tra i  26 ed i 29 dollari, ma successivamente gli analisti analizzando lo stato patrimoniale della General Motors hanno notato che il prezzo da Ipo dovesse avvenire intorno ai 33 dollari. Tale collocamento ha permesso alla borsa americana di avvicinarsi a quella cinese in termini di numero di Ipo e di capitalizzazione di borsa. Tuttavia la borsa cinese rimane irraggiungibile:  Secondo la Price Water Coopers la Cina nel 2010 sarà la prima borsa mondiale per il collocamento delle Ipo, sono infatti previste circa 300 quotazioni a fine anno per un controvalore di 46,6 miliardi. Molto distanziata Wall Street che nei primi nove mesi dell’anno ha visto 99 collocamenti per circa 8,90 miliardi di dollari di controvalore.

Secondo autorevoli quotidiani finanziari, come il New Tork Times, la Ipo della Gm bilancia leggermente la situazione di un altro gruppo auto motive americano: la Chrysler. Il gruppo attualmente controllato da Fiat, infatti, sembrerebbe in forti difficoltà. Il quotidiano americano ricorda che la sua produzione è meno della metà di cinque anni fa e le sue nuove linee di prodotto sono ancora nella fase di revisione. Unica nota positiva lo sbarco della 500 in Usa.

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