I CDS, questi sconosciuti

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Scritto da: finanzablog - Categoria: Finanza

Tornano, seppur in punta di piedi, i timori circa la stabilità dei debiti sovrani del Vecchio Continente. Mossa tutt’altro che inaspettata quella di Fitch sull’Irlanda, ma i movimenti dell’Euribor nonché il gran recupero dell’euro contro la divisa statunitense, mostrano come qualcosa in realtà inizia a muoversi nuovamente. Dando uno sguardo invece ai CDS, che in tempi non sospetti anticiparono la crisi finanziaria europea, mostrano ancora lievi scostamenti, ma restano ancora uno dei principali indicatori di nervosismo sui mercati. Proprio per tale ragione vediamo nel dettaglio cosa sono i Credit Default Swap.

I CDS sono una tipologia di credit derivatives e sono contratti scambiati Over the Counter (quindi al di fuori dei mercati regolamentati) tra due controparti che ha come sottostante il rischio di credito di un dato soggetto. I CDS sono quindi una sorta di polizza assicurativa contro l’insolvenza che protegge l’assicurato in caso di default di un emittente. Si comprende quindi come tali strumenti servano soprattutto a quei soggetti che hanno in portafoglio un ammontare considerevole di obbligazioni o crediti verso un soggetto e voglia coprirsi contro il rischio che quest’ultimo non sia più in grado di far fronte alle proprie passività.

Per queste caratteristiche costitutive i CDS rappresentano un parametro di riferimento fondamentale per comprendere il “reale” rischio di fallimento della società che ha sottoscritto il debito su cui il CDS è scritto. Attualmente quindi il valore del CDS risulta essere un parametro molto più affidabile e indipendente rispetto ai vari giudizi delle società di rating (i famosi AAA, AA, A, BBB, BB, … ) e ha il pregio di essere aggiornato in tempo reale essendo in ogni modo scambiato.

Date queste caratteristiche si comprende come si tratti di per se di un buon indicatore di rischio dotato, in particolare, di una reattività molto elevata. La stessa reattività che vide il CDS sul debito greco salire impetuosamente prima dei vari tagli di rating da parte delle agenzie preposte, nonché anticipando la constata situazione di insolvenza che costrinse poi la BCE a prevedere misure di sostegno ad hoc.

Osservando lo specifico monitor della crisi europea messo a disposizione da Bloomberg, si può monitorare lo stato dei CDS dei titoli Sovering europei. Non stupisce che con un valore pari a 761,67 sia al primo posto ancora la Grecia, con il CDS che si è leggermente sgonfiato dai massimi toccati in area 1000 nell’apice della crisi del paese ellenico. In seguito al taglio del rating e al credit watch negativo ricevuto, è al secondo posto il CDS sull’Irlanda con un valore pari a 445,87. Segue poi a poca distanza il Portogallo (402,82). Appaiati poco distanti i CDS sull’Ungheria (284,5) e Spagna (231,13), mentre più distanziata risulta essere l’Italia (192.48). A conferma della tripla A che ancora “marchia” le sue emissioni, ultima nella speciale classifica dei CDS è ovviamente la Germania (38,36).

Fatto questo breve focus, non rimane che monitorare la situazione.

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