Gli Swap sui tassi d’interesse


Introduzione

Il tipo più comune di swap è lo swap “plain vanilla” su tassi di interesse (interest rate swap). In questo caso, una parte, B, si mette d’accordo con la controparte A per pagarle, per un certo numero di anni e sulla base di un capitale di riferimento detto capitale nozionale, un tasso fisso predeterminato. A sua volta, la parte A si impegna a pagare alla parte B, sullo stesso capitale nozionale e per lo stesso periodo di tempo, un tasso variabile. Le valute in cui sono espressi i due insiemi di pagamenti sono le stesse.

 

London Interbank Offer Rate

In molti swaps su tassi di interesse, il tasso variabile è il London Interbank Offer Rate (meglio conosciuto come Libor). Il Libor è il tasso d’interesse offerto dalle banche su depositi di altre banche, nei mercati delle Eurovalute. Il libor a un mese è il tasso che viene offerto su depositi a un mese, il libor a tre mesi è il tasso offerto sui depositi a tre mesi, e così via. I tassi libor vengono a essere determinati dalle negoziazioni tra banche e cambiano in modo continuo al variare delle condizioni economiche. Così come il prime rate è il tasso d’interesse preso a riferimento per i prestiti a tasso variabile nel mercato interno, il libor è il tasso di riferimento per i prestiti negoziati nei mercati finanziari internazionali: per capire come viene usato, si può considerare un prestito il cui tasso d’interesse sia pari al libor a sei mesi, maggiorato dello 0,5% annuo. La vita del prestito è divisa in periodi semestrali; in ogni periodo, il tasso d’interesse è uguale al libor prevalente all’inizio del periodo più lo 0,5% annuo. L’interesse viene poi pagato alla fine del periodo.

 

Utilizzo degli interest rate swaps

La società B che abbiamo ipotizzato nell’esempio iniziale potrebbe andare a utilizzare lo swap per trasformare un prestito a tasso variabile in un prestito a tasso fisso: dopo aver stipulato lo swap stesso, la società ha, in sostanza, tre insiemi di pagamenti per interessi: il libor, sommato alla percentuale annua destinata ai finanziatori esterni; il ricevimento del libor in base alle condizioni che sono state fissate nello swap; la percentuale annua in base alle condizioni fissate nello swap. Anche la società A dello stesso esempio potrebbe utilizzare lo swap per trasformare un finanziamento a tasso fisso in un finanziamento a tasso variabile; anche in questo caso, dopo aver stipulato lo swap, la società ha tre insieme di pagamenti per interessi, vale a dire la percentuale annua per i finanziatori esterni, il pagamento del libor in base alle condizioni fissate nello swap e il ricevimento della percentuale annua in base alle condizioni dello swap. Ma gli swaps possono essere utilizzati perfino per trasformare le attività. In questo caso, però, i tre insiemi di pagamento per interessi sarebbero distinti per le società A e B: per la società B, infatti, vi sarebbero la percentuale annua sulle obbligazioni, il ricevimento del libor in base alle condizioni dello swap e il pagamento della percentuale annua in base alle solite condizioni, mentre per la società A essi sarebbero il ricevimento del libor a cui sottrarre punti base sul suo investimento, il pagamento del libor in base alle condizioni dello swap e il ricevimento della percentuale annua.

 

Il ruolo degli intermediari finanziari

Di solito, due società di tipo non finanziario non entrano direttamente in contatto tra di loro per porre in essere la stipula di un interest rate swap: in effetti, ognuna di esse tratta con un intermediario finanziario (il quale può essere rappresentato da una banca o da un’altra istituzione finanziaria). In genere, poi, gli swaps “plain vanilla” fisso-per-variabile su tassi di interesse in dollari sono strutturati in modo che l’istituzione finanziaria riesca a guadagnare 3-4 punti base, vale a dire dallo 0,03 allo 0,04% annuo per ogni coppia di swaps di segno opposto. Assumendo che né A né B falliscano, l’istituzione finanziaria è certa di realizzare ogni anno un profitto dello 0,03% su un capitale di 100 milioni di dollari (in altri termini, il profitto è pari a 30.000 dollari all’anno per un periodo di tre anni). L’istituzione, inoltre, stipula due contratti separati, uno con la società A e uno con B.

 

Quotazione dei tassi swap

I tassi swap, ovvero i tassi fissi quotati per gli swap che sono stati finora considerati, superano di un certo numero di punti base i tassi di rendimento delle Treasury notes. Facendo un esempio, se l’istituzione finanziaria stipula uno swap a 5 anni in cui riceve il fisso e paga il libor a sei mesi, il tasso swap è pari a 27 punti base sopra il livello corrente del tasso sulle Treasury notes a 5 anni. Spesso, poi, per tasso swap si vuole intendere la media dei tassi denaro e lettera: lo swap spread è invece la differenza tra il tasso swap e il tasso della corrispondente Treasury note.

 

 

 

SIMONE RICCI




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