Finanza pubblica e i conti statali

Scritto da: Ferdinando Merisi - Categoria: Finanza

Introduzione

Come una grande famiglia allargata, lo Stato italiano ha un suo bilancio annuale delle entrate e delle relative spese. La lettura dell’articolo 53 della nostra Costituzione specifica proprio quelle che sono le nozioni di principio che riguardano la contribuzione dei cittadini per quel che concerne le spese dello Stato. Dunque, quello di cui stiamo parlando sono, nello specifico, i conti dello Stato, vale a dire il modo e gli strumenti con cui le risorse di quest’ultimo vengono di fatto amministrate e con le quali il governo rende conto al Parlamento della loro gestione.

 

Le attività del Parlamento

Non bisogna mai dimenticare che il Parlamento può decidere di approvare o di non approvare, in parte o in tutto, il bilancio che è relativo al Governo, il quale deve appositamente presentarlo ogni anno con una specifica scadenza. Gli strumenti che sono volti ad amministrare le risorse di tipo finanziario dello Stato sono principalmente tre: 1)la legge finanziaria (conosciuta anche semplicemente come “Finanziaria” e che può essere annuale o anche pluriennale); 2)il bilancio preventivo; 3)il bilancio consuntivo. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. La legge finanziaria è quella legge che viene articolata (vale a dire “dettagliata”) anno per anno e con la quale si va a stabilire quella che è l’aliquota di indebitamento a cui lo Stato può fare ricorso per impostare il bilancio di previsione delle entrate e delle spese in relazione all’anno successivo e i vari bilanci di tipo pluriennale. La legge finanziaria è stata appositamente creata con un’altra legge, la 468 del 1978, la quale è andata a riformare la contabilità dello Stato: la Finanziaria è nata con lo scopo di raccogliere in un documento unico tutte le modifiche (i cosiddetti “ritocchi”) apportati alle leggi di spesa esistenti, che sono necessarie per porre in essere un adeguamento della situazione finanziaria dello Stato ai bisogni dell’amministrazione. La legge deve essere presentata dal governo al parlamento assieme al bilancio di tipo preventivo in relazione all’anno successivo e va approvata entro il 31 dicembre di quell’anno.

 

Le altre voci di bilancio

Il bilancio dello Stato è invece l’apposito elenco delle entrate e delle spese che lo Stato ha effettuato  e che sono previste o poste in essere nel corso di un anno finanziario, il quale coincide attualmente nel nostro paese con il cosiddetto anno solare (ciò vuol dire che ha inizio il 1° gennaio e che si chiude il 31 dicembre). Il bilancio delle spese e delle entrate che sono previste si chiama bilancio preventivo dello Stato e deve essere presentato dal governo al Parlamento entro il 31 dicembre dell’anno precedente; il bilancio delle entrate e delle spese che sono effettuate durante un anno finanziario dallo Stato, si chiama invece bilancio consuntivo.

Il bilancio preventivo va a indicare le entrate previste dallo Stato ed è accompagnato, in base alle riforme che sono state apportate nel 1978, da un bilancio delle reali disponibilità di denaro che esistono nelle casse dello stesso Stato e che si chiama, per l’appunto, bilancio di cassa. Il bilancio preventivo va a distinguere le somme incassate esclusivamente per essere utilizzate l’anno successivo (si parla di competenze) e le somme che non sono spese negli anni precedenti (i residui); allo stesso modo, il bilancio consuntivo va a distinguere le spese che sono state impegnate e quelle che sono effettuate nella realtà. Il bilancio delle spese dello Stato viene invece diviso per ministeri e per voci di spesa, i quali sono denominati come “capitoli”. La spesa di una somma stanziata in un capitolo e utilizzata poi per motivi diversi costituisce un reato di distrazione dei fondi. Il bilancio dello Stato non è soltanto un prospetto amministrativo per la gestione dell’amministrazione dello Stato. Al contrario, esso rappresenta anche uno strumento di tipo economico, vale a dire uno strumento in mano allo Stato per il governo dell’economia del paese.

 

Stato e bilancio

Per secoli gli economisti hanno ritenuto che uno Stato fosse sano quando il suo bilancio delle entrate e delle spese si trovava in pareggio. Keynes enunciò nel 1936 quella che è ritenuta la sua teoria più significativa e cioè che uno Stato con il bilancio in pareggio in un paese devastato dai conflitti sociali ha vita ugualmente breve e che, se è necessario, lo Stato deve “inventare” delle opere pubbliche e degli interventi, anche deficitari, pur di risollevare l’economia e con essa l’occupazione. Naturalmente, deve trattarsi di interventi di stretta emergenza, dati gli effetti disastrosi sull’economia (inflazione e eccessiva tassazione su tutti) che avrebbe il prolungarsi di una spesa pubblica poco produttiva. Infine, per bilancio allargato dello Stato si intende il totale delle spese e delle entrate di tutti i bilanci presentati in un anno finanziario da tutti gli enti pubblici (Stato, regioni, comuni, provincie ed enti previdenziali, assistenziali, sanitari…). Tutte le amministrazioni pubbliche e gli enti economici pubblici sono tenuti a presentare ogni anno il loro bilancio all’organo previsto dalle leggi (Parlamento, ministero o regione).

 

 

 

SIMONE RICCI

Ti consigliamo di leggere anche:

You must be logged in to post a comment.

Casa benessere decorare moda musica mamma matrimonio desainer geek telefonia melablog telefonia idea regalo download tecnologia internet e tecnologia giochi videogiochi viaggi cinema sport libri scuola auto blog burraco lavoro finanza Borsa soldi finanza prestiti streaming misteri grafica grafica tagbulb news
I NOSTRI AMICI
GALLERY
PANNELLO ADMIN
Login
ARCHIVIO
  • 2012
  • 2011
  • 2010
  • 2009
  • 2008
  • CANALE VIDEO