Federalismo e fisco degli enti locali

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Scritto da: Antonio Tirm - Categoria: Finanza

Il federalismo è solo una bozza preliminare ma iniziano a delinearsi nei dettagli i primi provvedimenti che produrranno le imposizioni necessarie agli enti locali ad assicurarsi le entrate necessarie a rendere fattibile anche il federalismo economico. In particolare il ministro per la semplificazione economica Roberto Calderoli ha proposto idoneo garanzie innanzitutto per compensare la perdita di gettito che si avrebbe nel caso che la cedolare secca venisse introdotta con un ‘ aliquota del 23 per cento indipendentemente dal reddito denunciato. In particolare la norma avrebbe lo scopo di far emergere in numerosi contratti di affitto in nero e lo Stato dovrebbe riversare agli enti locali la quota di gettito che si viene a perdere con l’ imposizione ridotta. Inoltre è prevista anche una cifra di 4 miliardi di euro  per rifondere ai Comuni  i mancati introiti derivanti dalla corresponsione di contributi statali.

In pratica la norma sulla cedolare secca, che già da un po’ dovrebbe essere introdotta ma che non si riesce ad inserire in un decreto legge vista la complessità della materie, dovrebbe vedere la sua nascita già nei primi mesi del 2011. La bozza prevede un’ imposta secca del 20 per cento per i contratti di affitto a regime agevolato, mentre l’ aliquota sale al 23 per cento per i contratti di affitto a canone libero. Tale aumento del 3 per cento per particolari tipi di contratto vedrebbe un parere favorevole da parte dell’ Udc e compenserebbe, almeno in parte la caduta di gettito.

Il partito di Casini si è detto disponibile, anche perché il 3 per cento in più dovrebbe finanziare le famiglie numerose che visto sfumato il coefficiente familiare ai fini Irpef verrebbero  accontentati con un’ altra norma ad hoc. Inoltre ai comuni potrebbe essere destinata una parte di cedolare secca, che dovrebbe aggirarsi intorno al 20 per cento dell’ intero gettito, per compensare la caduta di materia imponibile. L’ introduzione della cedolare secca dovrebbe avvantaggiare più i redditi alti che non i redditi bassi. Infatti attualmente sugli affitti viene pagata una tassa irpef sull’ 85 per cento dell’ imponibile denunciato. Tale valore scende al 60 per cento per gli immobili in regime di canone concordato. Probabilmente si effettuerà una leggera correzione per rendere la cedolare più favorevole ai bassi redditi.

Inoltre saranno previsti degli aggravi anche per chi denuncia un’ immobile fantasma oltre il termine del 31 marzo. Infatti già il decreto mille proroghe aveva appunto prorogato tale limite fissando il limite temporale al 31 marzo. Calderoli punta ad una sanzione del 10 per cento per chi effettua una denuncia oltre tale limite. Inoltre potrebbe anche essere introdotta una tassa sui rifiuti che superi l’ alternativa Tia /Tarsu. La nuova imposizione sui rifiuti, che dovrebbe sempre natura comunale, dovrebbe essere basata sulla rendita catastale e non sulla superficie misurata in mq.

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